Marco Capuano, pescarese doc, combatte sui campi professionistici dal 2010, quando Eusebio Di Francesco lo fece esordire in B con la maglia biancazzurra. Aveva 19 anni e da quel giorno non si è più fermato. Ben 105 presenze in A, 178 in B con Pescara (nel 2012 promozione in A con Zeman), Cagliari (altro campionato di B vinto nel 2015), Frosinone e Crotone, altre 60 in terza serie nelle ultime due stagioni con la Ternana. Nel 2025 ha perso la finale play off di C contro il Delfino, quest'anno ha vissuto una stagione tribolata terminata con il fallimento del club umbro. «Ho tanta voglia di continuare a giocare dice Capuano - mi sento come se avessi 25 anni. Avevo un altro anno di contratto con la Ternana. Purtroppo l'ultima annata è stata un incubo. A settembre, con l'arrivo della famiglia Rizzo, speravamo che le cose si sistemassero, ma in realtà l'unico fine della nuova proprietà era la realizzazione della clinica. Lo abbiamo capito con il passare dei mesi, soprattutto a gennaio quando la società era concentrata solo sulle cessioni dei giocatori con ingaggi alti. Nel momento in cui il Tar ha bloccato la costruzione della clinica non sono stati più pagati gli stipendi. Poi c'è stata la liquidazione volontaria e ci siamo rivolti agli avvocati. All'asta non si è presentato nessuno e il club è scomparso". 
Nel passaggio delle quote azionarie dall'ex patron D'Alessandro alla famiglia Rizzo c'è stata la regìa di Massimo Ferrero, che ora sembra interessato al Delfino. «Ferrero ha solo introdotto i Rizzo, che non conoscevano le dinamiche del mondo del calcio, ma non ha mai avuto un ruolo dirigenziale. Non so se Ferrero da solo sia in grado di sostenere il Pescara».

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 10:30 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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