È un filo che parte dall’Abruzzo e che oggi, con l’arrivo di Marco Giampaolo sulla panchina della Cremonese, diventa ancora più solido.

Sono infatti quattro gli allenatori abruzzesi oggi protagonisti in Serie A:
Giampaolo alla Cremonese, D’Aversa al Torino, Grosso al Sassuolo e Di Francesco al Lecce.

Un dato che non è casuale, ma il risultato di una scuola calcistica che negli anni ha saputo formare tecnici preparati, capaci di adattarsi e di emergere anche ai massimi livelli.Una terra di allenatori

L’Abruzzo non è solo terra di calciatori, ma sempre più spesso si conferma una fucina di allenatori. Tecnici che hanno costruito la propria carriera partendo dal basso, facendo gavetta, studiando, sbagliando e ripartendo.

Giampaolo, in questo senso, rappresenta perfettamente questo percorso. Un allenatore con idee precise, con un’identità di gioco riconoscibile, che torna in Serie A con la voglia di rimettersi in gioco e dimostrare ancora il proprio valore.

Stili diversi, stessa origine.Se si guardano i quattro tecnici abruzzesi oggi in Serie A, si nota una cosa interessante: ognuno ha una propria identità.

D’Aversa, pragmatismo e organizzazione

Grosso, equilibrio e gestione

Di Francesco, calcio offensivo e coraggioso

Giampaolo, costruzione e filosofia di gioco

Quattro modi diversi di interpretare il calcio, ma con una radice comune fatta di lavoro, sacrificio e conoscenza del campo.

Un segnale importanteAvere quattro allenatori della stessa regione nella massima serie non è solo una curiosità statistica. È un segnale.

Un segnale di crescita.
Un segnale di qualità.
Un segnale di credibilità.

In un calcio che cambia rapidamente, dove spesso si cercano soluzioni immediate, l’Abruzzo continua a proporre figure solide, capaci di costruire nel tempo.Orgoglio abruzzese.C’è anche un aspetto emotivo che non va sottovalutato.Per chi vive e respira calcio in Abruzzo, vedere questi nomi sulle panchine della Serie A è motivo di orgoglio.Perché racconta una terra che, anche senza grandi riflettori, continua a lasciare il segno.
Una terra che forma, che educa al lavoro, che non regala nulla ma che costruisce passo dopo passo.

E oggi, con quattro allenatori in Serie A, può permettersi di alzare la testa.

Sezione: Ex / Data: Gio 19 marzo 2026 alle 17:03
Autore: Antonio Iannucci
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