All'Adriatico erano poco più di una cinquantina, visto il divieto della trasferta imposto dal Prefetto, ma al rientro a Bari i tantissimi tifosi che avevano salutato speranzosi la squadra in partenza per "la partita dell'anno" hanno manifestato grande amarezza, sorpresi dall'arrendevolezza della squadra e dalle proporzioni della disfatta. Ne abbiamo parlato con il collega Armando Ruggiero, redattore di TUTTOBARI, che alla vigilia di questo spareggio anticipato ci aveva intervistato per capire come Pescara si preparava alla sfida. "Sapevamo che si trattava di una gara difficile, contro un avversario in forma- ha commentato- ma nessuno si aspettava un divario simile. Anzi, dopo due vittorie consecutive che ci avevano risollevato in classifica, molti ritenevano che si potesse uscire come minimo con un pareggio, togliendo definitivamente di mezzo una diretta concorrente. Invece il Bari praticamente ha fatto scena muta, cascano le braccia pensando alle promesse fatte alla partenza dai giocatori, quando i tifosi sono venuti a salutarli per dare la carica. Non è servito a nulla". Ma come spieghi questo black out improvviso, senza nemmeno un segno di reazione? "L'assenza di Piscopo e le precarie condizioni fisiche di Dickman hanno imposto a mister Longo dei cambiamenti tattici, tra cui mettere Pucino fuori ruolo. Ma non è un alibi e lui ci ha messo del suo, ad esempio insistendo in difesa col greco Nikolaou che si è confermato inadeguato: il primo gol ce l'ha tutto lui sulla coscienza. Poi magari se Moncini pareggiava sull'errore in disimpegno di Brugman la gara poteva risultare più equilibrata, ma per quanto visto dopo l'avremmo persa lo stesso. L'approccio mentale non è stato quello che ti aspetti per una gara che può farti svoltare il finale di stagione, sicuramente il Bari è rimasto sorpreso dalla determinazione del Pescara, che non si è mai accontentato ed ha dominato in ogni zona del campo". Ora la squadra è in ritiro punitivo, con la speranza di riuscire a resettare il ko per affrontare l'altro spareggio con la Reggiana. In ogni caso il campionato dei biancorossi è ben al di sotto dei proclami di inizio campionato. "La rosa non è certamente da retrocessione, però l'errore è stato fatto dal ds Magalini che ha voluto stravolgere il gruppo, mandando via giocatori come Benali che erano legati moltissimo all'ambiente ed alla maglia. Il Bari non ha mai avuto continuità e gli allenatori che si sono alternati (Longo, poi Vivarini e di nuovo Longo, ndr) non hanno mai saputo tirare fuori il carattere dai giocatori. L'esonero di Vivarini, che voi a Pescara conoscete bene, è stato tardivo perchè poi ci sono stati solo dieci giorni a gennaio per fare mercato e potenziare la squadra. Un pò come successo al Pescara ci siamo trovati impantanati nelle retrovie e non siamo riusciti ad uscirne, per i tifosi è stata un'amarezza dopo l'altra". E ora come vedi la lotta per non retrocedere in C? "Il Pescara ha avuto il merito di non arrendersi, nonostante la classifica, rimescolando le carte, anche perchè ora è difficile per tutti affrontarlo. Ma anche l'Entella che vince sul campo probabilmente più difficile della B che è quello del Sudtirol o lo Spezia che rimonta due gol e poi strapazza il Monza. Sarà bagarre fino alla fine, il Bari è a soli due punti dalla salvezza, nonostante tutto, ma se non si ricompatta e non tira fuori gli attributi in questo momento è più fragile delle concorrenti. Il Pescara? Dubito possa aspirare alla salvezza diretta, sarebbe dovuto resuscitare prima, però ai play out ci può arrivare sicuramente". 

Sezione: Copertina / Data: Mar 10 marzo 2026 alle 21:31 / Fonte: di Andrea Genito
Autore: Andrea Genito
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