A parte la oramai lontanissima parentesi del decennio tra gli anni '60 e '70, questo è il soggiorno più prolungato in terza serie del Pescara. Daniele Sebastiani spesso non perde occasione per appuntarsi al petto le "medaglie" delle promozioni in serie A, una delle quali da condividere con l'allora patròn De Cecco, come cortina fumogena per definirsi il "migliore presidente della storia pescarese" e per glissare sul poco lusinghiero presente, contraddistinto da due o meglio tre retrocessioni dalla B (in una occasione lo salvò la penalizzazione del Trapani) e da 5 stagioni di C in 6 anni. La prossima sarà durissima, al di là del blasone del Pescara, specie se affrontata con la stessa disinvoltura ed approssimazione con la quale la società biancazzurra ha gestito il miracoloso ed illusorio ritorno in cadetteria. Se non altro almeno stavolta c'è un ritiro in altitudine, a Campo di Giove (Aq), però ci sono altri aspetti che non lasciano tranquilli i tifosi, almeno se si vuole veramente riscattare l'ultima disatrosa stagione. Rimandare a dopo il 15 giugno la scelta del tecnico e quindi la pianificazione della rosa è un rischio folle, un'incoscienza, specie da parte di chi è retrocesso in anticipo ed aveva modo di organizzarsi. Intanto non è Tesser, come avevamo scritto subito dopo i soliti rumors pre estivi: l'esperto allenatore di Montebelluna siederà sulla panchina della Reggiana, prossima avversaria del Pescara, che per bocca del suo presidente Carmelo Salerno, in carica dal 2000, oltre che scusarsi per la inopinata retrocessione punta a dominare il girone B. Girone B in cui verrà collocato anche il Pescara, il cui presidente non ha ritenuto di scusarsi nè di promettere un campionato da protagonista. Non lo ha fatto, per la verità, neppure il ds Foggia che probabilmente verrà riconfermato, nonostante sirene e offerte provenienti dall'altrettanto ambiziosa Salernitana. Offerte riportate dalla stampa locale, che però a noi non risultano affatto dopo aver fatto alcuni sondaggi presso la società campana. Tornando al girone B, non v'è dubbio che sarà il più difficile e competitivo, non a caso negli ultimi due anni è arrivata da questo raggruppamento la promossa ai playoff e, addirittura, lo scorso anno la finale riguardò due squadre del girone. Una fu il Pescara, appunto e l'altra la Ternana, che questa volta però non prenderà il via perchè in procedura fallimentare. Al suo posto verrà ripescato il Foggia, che però andrà ovviamente nel girone meridionale. Se domani l'Ascoli venisse promosso in B contro il Brescia, dovrebbe essere proprio quest'ultimo ad essere spostato nel girone B, rendendolo ancora più duro. Se veramente il Pescara vorrà investire per stare al vertice, dovrà infatti vedersela con realtà attrezzate e con discrete potenzialità economiche: Perugia, Reggiana, Ravenna, Campobasso, Vis Pesaro, Livorno ed anche il neopromosso Grosseto, che alle spalle ha una proprietà importante. E il Pescara? Se riuscisse a confermare qualcuno dei giocatori arrivati a gennaio, vedi Acampora, Bettela, Cagnano e Brugman, avrebbe se non altro una base di esperienza e tecnica che lo porterebbe ben oltre il livello medio della C. Ma non può bastare e speriamo non si punti ancora su cavalli di ritorno, bolliti e spremuti altrove. Tanto per risparmiare e puntare sulla commozione dei tifosi. Dopo la sceneggiata di Padova ci vuole ben altro per ritrovare un minimo di credibilità.

Sezione: Copertina / Data: Sab 06 giugno 2026 alle 14:33 / Fonte: di Andrea Genito
Andrea Genito
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Andrea Genito
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Andrea Genito 60 anni suonati pure male, giornalista pubblicista dal 1997, ex di tante cose tra cui addetto stampa Bassano calcio, presidente Futsal San Vito e radiocronista Vicenza calcio ai tempi di Guidolin. Oggi semplicemente impiegato amministrativo.