Il pareggio per 0-0 contro il Ravenna non ha risolto i problemi offensivi del Pescara, ma ha restituito solidità a una squadra reduce dalla pesantissima sconfitta per 6-3 sul campo del Forlì. Al centro della reazione biancazzurra c’è stato Riccardo Capellini, protagonista di una prestazione attenta e di un intervento decisivo nella ripresa.
Il difensore ha guidato un reparto completamente rimaneggiato dalle assenze, aiutando il giovane Federico Nardin a disputare un debutto convincente. Il Delfino ha sofferto soprattutto nel secondo tempo, ma è riuscito a proteggere il risultato e a conquistare il secondo clean sheet casalingo del campionato dopo quello ottenuto contro la Vis Pesaro.
Per Antonio Buscè si tratta di un primo segnale di ripresa. Dopo aver subito sei reti in una sola partita, ritrovare compattezza rappresentava la priorità assoluta.
Capellini decisivo sulla linea di porta
L’episodio simbolo della partita è arrivato intorno al 69’, quando il Ravenna ha costruito una delle occasioni più pericolose dell’incontro. Tenkorang ha concluso da pochi passi, ma Capellini è riuscito a intervenire vicino alla linea evitando un gol che sembrava praticamente fatto.
Una giocata dal valore enorme, non soltanto per il risultato. In quel momento il Pescara era in difficoltà, aveva perso campo e stava subendo la pressione della squadra di Andrea Mandorlini. La rete del Ravenna avrebbe probabilmente indirizzato definitivamente la partita.
Capellini ha invece mantenuto la lucidità, leggendo in anticipo lo sviluppo dell’azione e occupando la posizione giusta. È stato l’intervento di un difensore capace di comprendere il pericolo prima ancora di affrontarlo.
Il Ravenna ha chiuso la gara con 14 conclusioni, cinque delle quali nello specchio, e otto calci d’angolo. Numeri che confermano il lavoro svolto dalla retroguardia biancazzurra, soprattutto durante una ripresa giocata prevalentemente in fase difensiva.
Una difesa rivoluzionata dalle assenze
Buscè ha affrontato il Ravenna senza diversi elementi importanti. Lorenzo Pellacani era indisponibile per squalifica, mentre Giorgio Altare e Gaetano Letizia non erano utilizzabili a causa dei rispettivi problemi fisici.
Il tecnico ha quindi schierato Donati e Motta sulle fasce, affidando il centro della difesa alla coppia formata da Capellini e Nardin. Una soluzione quasi obbligata, considerando che il giovane arrivato dalla Roma si era unito alla squadra solamente pochi giorni prima.
Nonostante la mancanza di automatismi, il reparto ha mostrato organizzazione e spirito di sacrificio. Capellini si è assunto la responsabilità di guidare i compagni, mantenendo la linea compatta e limitando i rischi nelle situazioni più delicate.
Il clean sheet acquista ancora più valore proprio per le condizioni nelle quali è stato ottenuto. Il Pescara non ha disputato una partita perfetta, ma ha dimostrato di saper soffrire senza perdere completamente l’equilibrio.
L’intesa immediata con Federico Nardin
Accanto a Capellini ha impressionato Federico Nardin. Il difensore classe 2007, al debutto tra i professionisti, ha giocato con personalità e attenzione, senza mostrare particolari timori di fronte agli esperti attaccanti del Ravenna.
La presenza di Capellini è stata fondamentale per agevolare il suo inserimento. Il centrale ex Benevento ha diretto il reparto, comunicato costantemente con il giovane compagno e gestito le situazioni nelle quali era necessario rallentare il ritmo.
La coppia ha mostrato caratteristiche complementari. Nardin ha portato freschezza, aggressività e qualità nell’impostazione; Capellini ha garantito esperienza, senso della posizione e capacità di lettura.
Buscè potrebbe aver trovato una soluzione interessante anche per le prossime giornate. Il rientro degli assenti aumenterà la concorrenza, ma le indicazioni offerte contro il Ravenna non possono essere ignorate.
La risposta dopo i sei gol di Forlì
La trasferta di Forlì aveva lasciato ferite profonde. Subire sei reti aveva messo in discussione non soltanto il rendimento dei singoli difensori, ma l’intera organizzazione della squadra.
Contro il Ravenna si è visto un Pescara più prudente e attento. Gli esterni hanno garantito maggiore copertura, il centrocampo ha provato a proteggere la zona centrale e la linea difensiva ha evitato di concedere troppi spazi in profondità.
Il lavoro non è ancora completo. Nella ripresa il Delfino ha abbassato eccessivamente il proprio baricentro, permettendo al Ravenna di accumulare occasioni e calci d’angolo. La squadra si è difesa con coraggio, ma non sempre è riuscita a uscire dalla pressione in maniera ordinata.
La porta inviolata rappresenta comunque una risposta importante. Dopo una sconfitta così pesante, era necessario recuperare fiducia attraverso una prestazione concreta.
Ujkaj completa il lavoro del reparto
Anche Enis Ujkaj ha contribuito alla solidità difensiva. Il portiere, schierato al posto dell’infortunato Vincenzo Fiorillo, ha gestito con attenzione il proprio debutto in campionato con il Pescara.
Nel primo tempo è stato salvato dalla traversa sulla punizione di Nicolas Viola, mentre nella ripresa ha mantenuto la concentrazione durante la fase di maggiore pressione degli ospiti.
L’intesa tra portiere e centrali è stata positiva, nonostante la poca esperienza condivisa. Questa capacità di adattamento rappresenta un altro elemento incoraggiante per Buscè.
Capellini leader della difesa del Pescara
La prestazione contro il Ravenna conferma la centralità di Capellini nel progetto biancazzurro. Il difensore possiede esperienza in Serie C, qualità nell’impostazione e una personalità preziosa per guidare un reparto che comprende anche giocatori molto giovani.
Il suo compito non sarà solamente quello di vincere i duelli. Dovrà diventare il riferimento della linea arretrata, aiutare i compagni a mantenere le distanze e partecipare alla costruzione dal basso voluta dall’allenatore.
La trasferta contro l’Atalanta Under 23 rappresenterà un nuovo esame. Il Pescara affronterà una formazione rapida e tecnica, capace di attaccare con numerosi giocatori. Servirà un’altra prova di grande concentrazione.
Il pareggio con il Ravenna non basta per cancellare completamente la disfatta di Forlì, ma indica la strada da seguire. Il Pescara è tornato a difendersi da squadra e Capellini ne è stato il leader. Ora l’obiettivo sarà trasformare la solidità ritrovata nella base sulla quale costruire risultati, continuità e ambizioni di vertice.
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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