Il Pescara arriva all’ultima giornata di campionato con un mix di emozioni difficili da gestire. Da una parte la rabbia per un’occasione sfumata che avrebbe potuto cambiare completamente il destino della stagione, dall’altra la necessità di trovare ancora energie mentali per inseguire un’ultima speranza salvezza.

Domani sera all’Adriatico arriverà lo Spezia, ma i biancazzurri sanno che vincere potrebbe non bastare. La squadra di Gorgone deve conquistare i tre punti e contemporaneamente sperare in risultati favorevoli dagli altri campi: il Catanzaro dovrà fermare il Bari, mentre almeno una tra Empoli, Entella e Sud Tirol non dovrà vincere.

Una situazione complessa che aumenta inevitabilmente tensione e rimpianti. Proprio di questo ha parlato il tecnico biancazzurro nella lunga conferenza stampa della vigilia, tornando anche sul rigore sbagliato a Padova, episodio che continua a pesare enormemente sull’ambiente pescarese.

Gorgone torna sul rigore di Padova: “A mente fredda avrei scelto diversamente”

Il tema centrale delle dichiarazioni di Gorgone è stato inevitabilmente il penalty fallito contro il Padova, una situazione che continua a far discutere tifosi e ambiente biancazzurro. L’allenatore non ha nascosto il peso emotivo di quell’episodio, ammettendo che, ripensandoci oggi, probabilmente non affiderebbe più quel pallone a Flavio Russo.

Il tecnico ha però spiegato nel dettaglio come si è arrivati a quella scelta. Lorenzo Insigne, rigorista designato, conviveva con un fastidio al ginocchio e in campo si è sviluppato un confronto tra i giocatori che ha portato al consenso generale verso Russo. Gorgone ha chiarito di non aver percepito esitazioni nel centravanti e proprio per questo ha deciso di non intervenire dalla panchina.

Parole che raccontano quanto il calcio sia spesso dominato da equilibri mentali oltre che tecnici. Lo stesso allenatore ha ribadito che un rigore non dipende solo dalla qualità balistica, ma soprattutto dall’aspetto psicologico e dalla convinzione di chi si presenta sul dischetto.

Nel suo sfogo, Gorgone ha anche affrontato altri episodi che hanno segnato la stagione del Pescara, dai punti persi contro Sampdoria e Carrarese fino alle tante rimonte subite nei finali di partita. Il tecnico ha riconosciuto errori e limiti della squadra, ma ha anche sottolineato quanto alcuni episodi abbiano inciso pesantemente sul cammino biancazzurro.

Pescara, ultima chiamata salvezza contro lo Spezia

Adesso, però, il tempo dei rimpianti deve lasciare spazio all’ultima possibilità. Contro lo Spezia il Pescara si gioca tutto in una partita che lo stesso Gorgone ha definito “surreale”, considerando che entrambe le squadre saranno inevitabilmente condizionate dalle notizie provenienti dagli altri campi.

L’allenatore ha chiesto ai suoi di trasformare la rabbia accumulata in energia positiva, aggrappandosi anche a quella componente imprevedibile che spesso accompagna il calcio nelle giornate decisive. “Il calcio sa regalare sorprese”, ha ribadito più volte il tecnico, lasciando intendere come il gruppo voglia continuare a credere nell’impresa nonostante le difficoltà.

Dal punto di vista della formazione restano da valutare le condizioni di Letizia e Cagnano, mentre Acampora sarà monitorato fino all’ultimo. Dettagli importanti in una partita che potrebbe decidere il futuro del club.

Il Pescara arriva all’ultima curva della stagione con il peso di tanti rimpianti ma anche con la consapevolezza di non poter lasciare nulla di intentato. Servirà battere lo Spezia, sperare negli altri risultati e poi attendere il verdetto finale. Solo allora si capirà se il “Dio del calcio”, come evocato da Gorgone, avrà deciso di concedere ai biancazzurri un’ultima occasione per restare vivi.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 20:55
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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