Va in archivio indubbiamente un ottimo girone di andata e, per quello che possono contare le statistiche provvisorie, il Pescara è campione d’inverno per via del confronto diretto con la Ternana, che ospiterà proprio domenica prossima. Una soddisfazione simbolica e non solo platonica, se è vero che negli ultimi cinque campionati chi ha chiuso davanti in questo girone B a Natale ha poi brindato alla promozione in giugno. Restando nella storia calcistica in C del Pescara, questo traguardo lo raggiunse giusto 50 anni fa con Tom Rosati alla guida e poi andò in B e lo stesso fece con Ivo Iaconi nel 2002/3. Insomma, scaramanzia a parte, si tratta di un buon viatico e di una discreta dose di autostima. Leggendo però con occhi obiettivi questa classifica, non si può non riconoscere che i biancazzurri siano arrivati col fiatone al giro di boa. Non è più la squadra dominante e propositiva che è stata fino ad un mese fa, ma questo era prevedibile per le difficoltà legate ad una rosa ristretta e con scarsi ricambi efficaci in panchina: infortuni e squalifiche inevitabili nel prosieguo di una stagione intensa hanno di fatto scoperchiato il vaso. Successo di Gubbio a parte, maturato comunque quando i padroni di casa sono restati in inferiorità numerica, il Pescara ha convinto solo nel recupero col Milan Futuro e poi sprecato l’enorme vantaggio in classifica (+6) proprio nelle gare più facili all’Adriatico con Pineto e Legnago. Anche a Campobasso, pur mostrando segnali confortanti nella ripresa, ha subito troppo perfino con un uomo in più, facendosi raggiungere. “Con altri 40 punti andremo in B”, ha ripetuto fiducioso Silvio Baldini, che da buon condottiero ha preferito vedere il bicchiere mezzo pieno, sottolineando i tanti aspetti positivi di questo girone di andata, sicuramente superiore alle attese della vigilia. Il 2024 si chiuderà, dunque, con la gara più attesa, una sorta di spareggio anticipato tra le prime della classe che attirerà domenica prossima all’Adriatico (probabile anticipo di orario alle 15) non meno di diecimila spettatori. Sarà un test carico di significati che aiuterà a comprendere se questo Pescara ha ancora i mezzi per puntare all’obiettivo più importante o se dovrà ricompattarsi per chiudere nella migliore posizione possibile nella griglia dei playoff. La Ternana ha indubbiamente un potenziale notevolmente superiore, ha perso solo all’andata in una gara in cui ha avuto evidenti problemi di assestamento con la categoria, mostrando poi una compattezza ed un potenziale soprattutto offensivo di ben altra categoria. Curiosamente mancherà, come all’andata, il portiere titolare Vannucchi e (ovviamente i pescaresi sperano si ripeta) un infortunio del suo sostituto spalancò la strada al clamoroso blitz della prima giornata, che appunto ha permesso al Pescara di diventare campione d’inverno. Ma per colmare il gap tecnico servirà un rendimento ben superiore rispetto a quello mostrato da novembre in poi, soprattutto in difesa. Gli stimoli, quelli i giocatori li troveranno da soli e incoraggia il recupero degli squalificati De Marco e Pierozzi, specie quest’ultimo vista la preoccupante prova di Staver come terzino. Se tornasse disponibile anche Pallacani, il Pescara avrebbe indubbiamente qualche certezza in più, ma si tratta pur sempre di un giocatore fragile e fermo da due settimane. Guardando oltre, poi, ci sono le legittime preoccupazioni dei tifosi legate al mercato di gennaio, dove la società spesso ha combinato disastri. Le premesse non sembrano incoraggianti, servirebbe almeno un rinforzo per reparto, per colmare appunto quel famoso gap con Ternana ed Entella, ma invece tengono banco le voci sulle cessioni eccellenti. Dagasso, stratosferico a Campobasso finché ha retto fisicamente, è da tempo nel mirino di squadre della cadetteria e perfino di serie A come il Genoa e probabilmente sarà oggetto di offerte concrete. Stesso dicasi per Merola, autore di una doppietta sabato scorso e che un mese fa aveva giurato che sarebbe restato a Pescara per giocarsi la B. Dietrofront, a precisa domanda dei giornalisti stavolta si è nascosto dietro un enigmatico “non posso promettere nulla, altrimenti passerei per bugiardo”. Molti tifosi non l’hanno presa bene e sui social si sono scatenati, intravedendo in questa dichiarazione una possibile cessione, magari per poter saldare il pesante prestito obbligazionario contratto anni fa dalla società e che scade in questi giorni. “Non possiamo tarpare le ali ai migliori”, ha ripetuto puntualmente il presidente Sebastiani per giustificare questi ripetuti sacrifici che spesso hanno indebolito la squadra a gennaio, azzerando le possibilità di raggiungere traguardi nel recente passato e portando anche a dolorose retrocessioni. Sarà di nuovo così? In questo caso il big match di domenica prossima all’Adriatico rischia di diventare una illusoria, ultima passerella di un sogno di mezzo inverno.
Autore: Andrea Genito
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