Se chiudi gli occhi e pensi al Pescara della fine degli anni '80, senti subito il profumo del mare Adriatico che si mescola all'odore dei fumogeni della Curva Nord dello Stadio Adriatico. Era il Pescara di Giovanni Galeone, una squadra corsara, sfrontata, che giocava un calcio champagne votato all'attacco. In quella meravigliosa macchina da gol e spettacolo, serviva però qualcuno che corresse per tre, che mettesse la diga a centrocampo e che permettesse ai fantasisti di inventare. Quel qualcuno era Gianluca Gaudenzi.

Arrivato a Pescara nell'estate del 1986 dal Rimini, il giovane "Gaucho" (soprannominato così per la sua grinta e la sua capigliatura) ci mise pochissimo a diventare l'idolo dei tifosi abruzzesi. Non era il giocatore dai piedi vellutati, ma incarnava alla perfezione lo spirito del guerriero: polmoni d'acciaio, tackle scivolati, maglia costantemente inzuppata di sudore e un cuore grande così.

La stagione 1986-1987 rimarrà per sempre scolpita nella storia del club. Il Pescara, ripescato in Serie B all'ultimo minuto, compì un vero e proprio miracolo calcistico conquistando la promozione in Serie A. Gaudenzi divenne il motore instancabile di quel centrocampo. I tifosi più nostalgici ricordano ancora le sue rincorse forsennate per recuperare il pallone e servirlo a gente come Leo Junior o Rocco Pagano. Sebbene a Pescara sia diventato celebre come mediano e incontrista, in quel primissimo periodo veniva spesso impiegato da Galeone anche in posizioni più avanzate (nasce calcisticamente come attaccante di movimento) prima di stabilizzarsi definitivamente in linea mediana.

L'anno successivo, in Serie A, si compirono i capolavori più grandi. Chi c'era non dimenticherà mai la leggendaria prima giornata di campionato, il 13 settembre 1987: il neopromosso Pescara andò a San Siro a dare una lezione di calcio all'Inter di Trapattoni, vincendo 2-0. Entrato nella ripresa per dare sostanza e polmoni alla squadra, Gaudenzi ringhiò su ogni portatore di palla nerazzurro, sigillando una vittoria storica. E che dire del clamoroso 2-0 rifilato alla Juventus all'Adriatico nell'aprile del 1988? Una partita di sofferenza e ripartenze, dove le corse e i raddoppi del "Gaucho" bloccarono sul nascere ogni idea dei bianconeri, regalando una gioia indescrivibile a un'intera regione.

La Curva Nord lo amava alla follia proprio per questo suo spirito indomito. Quando Gaudenzi partiva in scivolata a sradicare il pallone dai piedi dell'avversario, lo stadio intero si alzava in piedi. Dagli spalti partiva un coro ritmato e potente, semplice ma che metteva i brividi:“Gaucho! Gaucho! Picchia per noi! Gianluca Gaudenzi, uno di noi!”Accompagnato dal classico tambureggiare dei Rangers, quel coro era un patto di sangue tra la tifoseria e il suo mediano: la certezza che, finché ci fosse stato lui in campo, nessuno avrebbe mai passeggiato sopra i colori biancazzurri.

C'è un'immagine simbolo del Gaudenzi pescarese: lui che esce dal campo stremato, con il pubblico dell'Adriatico in piedi a tributargli un applauso scrosciante, riconoscente per ogni singolo centimetro di campo coperto. Una generosità tale che persino Arrigo Sacchi si accorse di lui, portandolo poi nel grande Milan. Ma per il popolo biancazzurro, Gianluca Gaudenzi non è mai stato un "milanista prestato al Pescara"; è sempre rimasto un pezzo di cuore di quella banda Galeone che fece innamorare l'Italia intera.

Esperienze in Abruzzo:

Primo ciclo (L'era d'oro di Galeone):

Stagione 1986-1987 (Serie B): 27 presenze, 0 gol (Conquista della storica promozione in Serie A).

Stagione 1987-1988 (Serie A): 23 presenze, 1 gol (Stagione della storica salvezza in massima serie; l'unica rete la mette a segno nel 3-2 casalingo contro la Triestina).Secondo ciclo (Il ritorno)

Stagione 1993-1994 (Serie B): 29 presenze, 1 gol (Ritorno in biancazzurro dopo le esperienze con Verona, Milan e Cagliari).

Stagione 1994-1995 (Serie B): 24 presenze, 1 gol.

Se sommiamo anche i gettoni collezionati nei vari turni di Coppa Italia (circa una quindicina di partite complessive), il "Gaucho" supera agilmente la quota delle 115 apparizioni totali a difesa dei colori del Delfino.

Sezione: Copertina / Data: Ven 14 agosto 2026 alle 21:08
Autore: Stefano Barbati
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