Leovegildo Lins da Gama Júnior, per tutti semplicemente Júnior, è stato il supereroe col sorriso che ha fatto sognare Pescara, trasformando una neopromossa destinata alla retrocessione in una favola del calcio anni '80.
Il suo sbarco in Abruzzo nell'estate del 1987, fortemente voluto dal presidente Pietro Scibilia, cambiò per sempre la storia del club.
Nell'estate del 1987, il calcio italiano assistette a un trasferimento tanto romantico quanto impensabile: Leovegildo Lins da Gama Júnior lasciò il Torino per sposare la causa del neopromosso Pescara.
il fuoriclasse brasiliano si tolse la veste di terzino fluidificante per diventare il regista totale e direttore d'orchestra del calcio d'attacco spregiudicato di Giovanni Galeone. Soprannominato affettuosamente "Maestro" o "Papa" per la sua innata leadership e intelligenza tattica, Júnior guidò il Delfino a una storica salvezza nella stagione 1987-1988. Il manifesto di quella favola sportiva rimarrà per sempre lo storico 0-2 inflitto all'Inter a San Siro al debutto in campionato, una partita illuminata proprio da un assist telecomandato del numero 6 brasiliano per la rete di Galvani, prima del raddoppio su rigore di Slišković. Nei suoi due anni in Abruzzo, Júnior ha totalizzato 62 presenze e 6 gol, lasciando una traccia indelebile e un legame d'amore reciproco con la città che dura ancora oggi.
Il Direttore d'Orchestra del "Profeta" Galeone
A Pescara, Júnior trovò la sua dimensione totale. Non era più il terzino fluidificante del magico Brasile del 1982, ma un regista di centrocampo a tutto campo, dai piedi vellutati e dall'intelligenza tattica superiore.
Il perfetto leader per Galeone: Giovanni Galeone predicava un calcio d'attacco spregiudicato (la "Galeonitis"). Júnior era l'architetto perfetto di quel meccanismo, capace di dettare i tempi, verticalizzare e predicare calma nei momenti difficili.
Carisma e Samba: Con i suoi ricci neri, i baffetti e una simpatia travolgente, divenne immediatamente l'idolo della curva. Fuori dal campo suonava la chitarra e cantava il samba; in campo faceva ballare gli avversari.
Le Imprese Memorabili (1987-1989)
Nelle sue due stagioni in maglia biancazzurra (62 presenze e 6 reti in Serie A), Júnior guidò la squadra a risultati che ancora oggi fanno venire i brividi ai tifosi del Delfino:
Lo storico Inter-Pescara 0-2 nel mese di settembre del 1987: Il debutto assoluto in campionato a San Siro. Il Pescara neopromosso diede una lezione di calcio all'Inter di Trapattoni.
La salvezza dei miracoli: Nel maggio 1988, il Pescara conquistò una storica salvezza in Serie A, piazzandosi al 14° posto e giocando un calcio spettacolare che ricevette gli applausi di tutta Italia.
Il "Premio Comandante": Durante la sua permanenza, i compagni di squadra (giovani come Allegri, Pagano e Gasperini) lo chiamavano rispettosamente "Papa" o "Maestro", riconoscendogli una leadership naturale e totale.
Il legame indissolubile con l'Abruzzo
Júnior ha amato Pescara tanto quanto Pescara ha amato lui. Nonostante il retrocessione del 1989 e il suo successivo ritorno in Brasile al Flamengo, il legame non si è mai spezzato. Ha continuato a frequentare la città anche dopo il ritiro, diventando una sorta di ambasciatore onorario della pescaresità nel mondo.
Ancora oggi, per chi ha vissuto quegli anni allo Stadio Adriatico, ricordare il numero 6 brasiliano significa ricordare l'età dell'oro del calcio pescarese, fatta di divertimento, orgoglio e pura poesia calcistica.
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