Due mesi fa ogni tifoso biancazzurro ci avrebbe messo la firma: difesa imbattuta e praticamente mai in affanno da due gare, prevalenza assoluta nel possesso palla e 8 punti in carniere nonostante impegni ravvicinati anche su campi decisamente ostici come Frosinone e Bolzano. Eppure, a prevalere sono i rimpianti, perchè il bottino poteva e doveva essere decisamente superiore ed avrebbe già permesso al Pescara di abbandonare la scomoda ultima piazza. Contro la vicecapolista, lo ricordiamo, a dieci minuti dalla fine si era avanti 2-0 (fallendo di un niente il tris) e nell'ultima trasferta se c'era una squadra che avrebbe meritato di vincere era indubbiamente quella guidata da Gorgone. Lo ha riconosciuto perfino il mister del Sudtirol, Fabrizio Castori, che a fine match ha parlato di "punto guadagnato" per lui. In effetti è stato il Pescara a fare la partita per tre quarti (68% di possesso palla) ed a creare le occasioni migliori, tra cui quella pazzesca fallita da Di Nardo a porta vuota da un metro, mentre i padroni di casa si sono limitati a pressare ed a buttare sterili cross in area, senza mai impegnare Saio. Negli ultimi 20 minuti, in inferiorità numerica, nemmeno hanno passato la loro matacampo. Eppure il Pescara non ha sfondato, perchè a sua volta ha centrato lo specchio della porta altoatesina solo 2 volte (Insigne su punizione e Berardi, stoppati da super parate del portiere), pur tirando 18 volte verso il bersaglio. Troppa frenesia, mancanza di cinismo, ma anche imprecisione che hanno impedito di sbancare il campo del Sudtirol e di fare un bel balzo in classifica. "Altre squadre vincono con mezzo tiro in porta, magari presto capiterà anche a noi", ha masticato amaro mister Gorgone, ma non tutto è da buttare, anzi. Intanto, lo diciamo anche a Gorgone, è più probabile vincere quando il pallino lo hai tu e tirando più spesso degli avversari, quindi questo Pescara merita fiducia fino al termine della stagione e potrebbe pure farcela a centrare un'impresa che avrebbe del miracoloso. I segnali non mancano, a cominciare appunto dal fatto che ora ha una maturità tale da non andare mai in soggezione verso gli avversari e da non soffrire più come prima in difesa; ricordiamo che fino a poco fa aveva una media di 2 gol incassati ogni 90 minuti. A centrocampo spesso è dominante ed anche col Sudtirol, nonostante una prestazione non impeccabile della "star" Insigne e nonostante l'inferiorità fisica ha saputo gestire e recuperare più palloni degli avversari. Gorgone sta trovando infatti un contributo fondamentale in Brugman, Acampora, un vero gladiatore dotato anche di buona tecnica, dal giovane talento di casa Berardi (sicuro prossimo uomo mercato) e dal redivivo Valzania e poi in panchina ha elementi in grado di portare pericolosità offensiva come Caligara e Meazzi. Davanti punta invece tutto su Di Nardo, che sta facendo già molto di più di quanto ipotizzabile, non può rifiatare ed è il primo a pressare, però non è un bomber di razza e quindi non gli va tirata la croce addosso se, come a Bolzano, cicca clamorosamente l'assist di Berardi nel primo tempo e quello solo da depositare in rete di Letizia negli ultimi minuti. In altre occasioni aveva saputo sfruttare il minimo spazio, ma non può essere sempre lui a finalizzare e bisognerebbe quindi che anche i centrocampisti si decidessero a tirare in porta o a proporsi in area. Ci sarebbe teoricamente la carta Tsadjout da giocarsi come spalla, nelle ultime gare, ma personalmente non giocheremmo un centesimo su un attaccante fin qui modesto, reduce da infortuni continui ed intermittenti, finora mai capace di creare nulla quando è stato schierato, che anzi ha sulla coscienza la dabbenaggine per cui fu annullato il prezioso gol di Meazzi contro il Padova. No, mister Gorgone ed i tifosi biancazzurri dovranno contare solo sulla vena dell'ex giocatore del Campobasso in area, però appunto, oltre a costruire chi sta più dietro dovrà prendersi ulteriori responsabilità, attaccando la porta. Mercoledì va intanto battuta l'Entella, cui è legato un altro rimpianto per il pareggio concesso a tempo scaduto all'andata, ma comunque il Pescara ha confermato di essere la più in forma nelle retrovie e di avere giustamente ancora carte da giocarsi. Due mesi fa non ci avrebbe scommesso nessuno, noi per primi.
Autore: Andrea Genito
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