Ha giocato al Pescara in tre esperienze diverse, Marco Sansovini, e in questa piazza, in cui il suo nome avrà sempre un significato per i tifosi, ha anche mosso i primi passi da allenatore. Ora allena la Fermana, ambizioso club marchigiano di Eccellenza.

Sansovini da giocatore ha avuto un legame forte con la piazza biancazzurra in cui è stato in tre esperienze diverse, con due promozioni. È considerato uno dei giocatori più forti oltre che il terzo miglior marcatore della storia del Pescara. Che significato ha per lei questa piazza e quale delle due promozioni le è rimasta dentro?

Pescara è stata una piazza fondamentale per me, senza nulla togliere alle altre dove ho giocato, che comunque mi hanno lasciato tanto. Però Pescara è la città in cui ho giocato più tempo e dove ho scelto di vivere. E lì mi sono tolto le soddisfazioni migliori, perciò rappresenta qualcosa di un po’  diverso rispetto alle altre.

Venerdì scorso si è ritirato un suo ex compagno di squadra, Ciro Immobile. Com’è stato giocare con lui? Peraltro nei giorni scorsi Sebastiani ha detto che “quell’anno in attacco con Insigne, Maniero, Immobile e Sansovini eravamo fenomenali”.

Immobile con noi è partito, si è lanciato e si è guadagnato tutto quello che è riuscito a conquistare. È partito dal basso, veniva da noi dopo una stagione non eccezionale fra Siena e Grosseto. Era molto giovane, era poco più che ventenne e durante la stagione si è conquistato veramente tutto con le sue qualità e con il suo spirito, professionalità, durezza mentale, che poi è quello che l’ha contraddistinto durante tutta la sua carriera.

Credeva nella salvezza del Pescara l’anno scorso? Si è detto tanto di quel rigore di Padova, delle critiche a Insigne. Che ne pensa? Lei l’avrebbe tirato?

Lo sanno solo loro cosa è successo, è ovvio comunque che rimanga un po’ un' incognita. È stato un peccato perché alla fine la squadra aveva comunque trovato una sua quadra, un suo gioco, una sua identità. Gorgone ha fatto un grandissimo lavoro e la società si è resa conto a gennaio comunque che la rosa andasse rinforzata e così hanno fatto. Ad un certo punto sinceramente pensavo addirittura alla salvezza diretta, era diventato un obiettivo alla portata, poi chiaramente Padova e prima ancora, la sconfitta negli ultimi minuti con la Sampdoria hanno rappresentato un viatico per non salvarsi subito e poi la partita col Padova è stata la mazzata probabilmente definitiva per non riuscire a salvarsi.

Del Pescara di oggi, benchè sia ancora incompleto, che ne pensa? Può ambire alla promozione diretta in B, anche se in un girone difficile?

I risultati recenti, sia delle amichevoli che di Coppa Italia, vanno presi con le pinze. Il calcio d’agosto lascia sempre il tempo che trova e bisognerà vedere a fine mercato come ne uscirà il Pescara, visto che si dovrà rinforzare e qualche cessione la dovrà fare. Bisognerà vedere anche quali giocatori resteranno alla fine del mercato. Da lì si può tirare un bilancio che è sempre comunque provvisorio. Perché poi il lavoro settimanale è quello che si porta in campo la domenica. Rimane tutto aleatorio finchè non si va in campo e si dimostra.

Il Sansovini allenatore muove i primi passi nell’under 16 del Delfino e diventa collaboratore tecnico per alcuni mesi di Fabio Grassadonia nel 2021. Che ricordi ha di quell’esperienza?

Una bella esperienza, perché imparavo qualcosa di nuovo, mi affacciavo a un altro mestiere completamente nuovo dove avevo e ho ancora tutto da imparare. Quell’anno ho allenato un gruppo di ragazzi fantastici che ricorderò sempre con affetto, sia perché ho avuto un bellissimo rapporto con loro, sia perché comunque ho allenato giocatori veramente forti. Per quanto riguarda l’esperienza in prima squadra, sono stato vicino a un allenatore molto bravo, nonostante il risultato finale della retrocessione, ho potuto apprezzare moltissimo sia la persona che il professionista mister Grassadonia e spero di aver imparato qualcosa anche da lui.

Ora la Fermana. Lei è tornato in una piazza che già conosceva da giocatore. Come ha ritrovato il club gialloblu dopo anni difficili? Puntate alla vittoria del campionato di Eccellenza?

Ho trovato un bel clima, un grande entusiasmo intorno alla squadra e alla società, che ha superato i problemi economici pregressi; è avvenuta un’opera di risanamento. Ora tocca a noi, sicuramente mi è stata messa a disposizione una rosa importante per la categoria, ma questo non basta. Dovremo lavorare duramente perché il campionato di Eccellenza, che conoscevo già dallo scorso anno (ha allenato la Sangiustese, ndr), è estremamente livellato, estremamente difficile.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 18 agosto 2026 alle 12:00
Emilio Concettoni
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Emilio Concettoni
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Nato a Fermo nel 1999. Sono laureato in Scienze della comunicazione e prossimo alla laurea magistrale in Media, Arti, Culture. Il mio interesse principale è il cinema a cui affianco da sempre una passione per lo sport in generale (sono un mezzofondista) e soprattutto per il calcio. Questa è la mia prima esperienza nel mondo del giornalismo sportivo.