Antonio Buscè rompe gli indugi e alza il livello dello scontro. Alla vigilia dell’esordio ufficiale del Pescara contro la Sambenedettese, il tecnico biancazzurro ha utilizzato parole durissime per richiamare squadra e ambiente alle proprie responsabilità. Il pesante 5-0 incassato nell’amichevole con l’Avezzano non è stato archiviato come un semplice incidente estivo, ma come il segnale di problemi caratteriali che devono essere affrontati immediatamente.

Quella del tecnico è stata una conferenza lontana dalle abituali dichiarazioni prudenti della vigilia. Con toni diretti e un linguaggio particolarmente colorito, quasi da ricordare alcune celebri esternazioni di Alberto Malesani, Buscè ha chiesto voglia, orgoglio e appartenenza. Il messaggio è inequivocabile: nel nuovo Pescara non ci sarà spazio per chi pensa al mercato o non si sente coinvolto nel progetto.

La vergogna di Avezzano e l’attacco ai “mal di pancia”

Buscè ha riconosciuto le proprie responsabilità per le scelte compiute contro l’Avezzano. L’allenatore aveva schierato due formazioni miste, dando spazio a numerosi giovani per preservare alcuni titolari in vista della Coppa Italia. Il risultato, però, ha superato ogni previsione negativa.

«È stata una roba imbarazzante, mi ha fatto vergognare», ha ammesso il tecnico, sottolineando come alcuni ragazzi dell’Avezzano siano apparsi più pronti, furbi e determinati rispetto ai giovani del Pescara. Un confronto che ha evidenziato soprattutto una preoccupante fragilità mentale.

La sconfitta ha confermato un problema già emerso durante il precampionato: la squadra concede troppo facilmente occasioni e reti. Buscè pretende quindi maggiore attenzione difensiva, ma soprattutto un cambiamento nell’atteggiamento di chi si porta ancora dietro le conseguenze della retrocessione.

Il riferimento ai “mal di pancia” riguarda quei calciatori con una situazione contrattuale incerta o potenzialmente in uscita. Il mercato aperto fino ai primi giorni di settembre alimenta distrazioni e rende complicato costruire gerarchie definitive. Buscè, però, non vuole più accettare alibi: «Qui ci vuole voglia. Chi non vuole stare a Pescara deve andare via».

Non si tratta soltanto di un attacco ai giocatori. Il tecnico ha parlato di un ambiente nel quale qualcuno sarebbe rimasto mentalmente ancorato al passato, mentre il nuovo staff sta tentando di avviare un percorso differente. Dopo un mese trascorso a osservare e comprendere le dinamiche interne, Buscè ha scelto di interrompere la fase diplomatica.

Sezione: News / Data: Dom 16 agosto 2026 alle 11:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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