Andrew Gravillon lascerà il Pescara, club in cui ha raccolto 55 presenze in due diversi periodi tra il 2018 e il 2025 e ha affidato a Instagram alcune parole d'addio al Delfino: "Ho sempre combattuto con grande orgoglio per questa maglia che significa tanto per me e per i miei cari. Quest'anno non è stato facile e sono davvero triste, mi scuso con tutti coloro che amano questo club per la fine di questa stagione ma a volte purtroppo dare tutto non basta... Sono convinto che questo club tornerà dove deve essere tra poco tempo, cioè nell'èlite del calcio italiano". Infine, un grazie ai tifosi: "che mi avete sostenuto così tanto da quando sono arrivato qui da giovane e che mi avete dato tanto amore per il mio ritorno quest'anno" e anche al presidente Sebastiani: "per avermi permesso di onorare di nuovo questa maglia e tutta la fiducia accordata".

La sua stagione in biancazzurro

Gravillon lascia il club biancazzurro dopo una stagione con 24 presenze e più ombre che luci. Arrivato da svincolato lo scorso settembre, dopo il grave infortunio di Filippo Pellacani, ha impiegato un po' di tempo a trovare la miglior forma sotto la gestione Vivarini (l'errore di lettura che ha portato al gol del pari contro la Virtus Entella a Chiavari purtroppo fece svanire due punti che col senno di poi potevano essere pesantissimi...). Con l'arrivo di Gorgone il difensore è stato utilizzato con maggior continuità, anche grazie a una migliore forma fisica, evidente nei momenti in cui si proponeva in fase offensiva (sua la punizione procurata che poi Corazza trasformò nel 3-3 finale di Catanzaro e l'assist nel 2-2 di Meazzi contro il Mantova all'Adriatico).

Il passaggio alla difesa a 4 e l'arrivo di Bettella hanno ridotto il suo impiego, per un difensore la cui stagione è stata caratterizzata non solo dall'amarezza della retrocessione ma anche da alcune incertezze (frutto della mancanza di preparazione estiva per un giocatore che l'anno precedente aveva subito la rottura del crociato).

Sezione: News / Data: Dom 21 giugno 2026 alle 18:30
Autore: Emilio Concettoni
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