i risultati sono come la vita, o li gestisci o li subisci. E, nella ridiscesa immediata in terza serie del Pescara, vi è anche un numero che inquieta: nove. Tante sono infatti le volte in cui la squadra abruzzese si è fatta infilzare negli ultimi dieci minuti gettando alle ortiche o pareggi o poste piene che parevano essere già stati messi in cassaforte. E, siccome, sia pur con una concessione alla banalità, occorre ricordare che le partite durano novanta minuti più eventuale recupero, il Pescara sarà chiamato ad adottare una modalità gestionale improntata a maggiore attenzione. 

Le occasioni perdute  nel 2025 

Non fa differenza che il Pescara sia stato sotto la gestione di Vincenzo Vivarini prima e nelle mani di Giorgio Gorgone poi. La squadra abruzzese, infatti, in corso d'opera non ha mai lasciato fuori dal rettangolo verde il vizio di sprecare ghiotte occasioni per muovere la graduatoria verso la sicurezza sciupando quanto creato negli ultimi seicento secondi. Il vizio cominciò a materializzarsi il 30 agosto 2025 quando la squadra soccombette con il Mantova facendosi infilare al minuto 86. Lezione imparata? Ma nemmeno per idea. Il successivo 25 ottobre di fronte vi è la Virtus Entella, tutto marcia per il verso giusto sino al minuto 92 quando Tiritiello trasforma i tre punti ormai appannaggio dei pescaresi in uno soltanto. Il 21 novembre, al Ceravolo contro il Catanzarto, la storia si ripete: la squadra, infatti, subisce al minuto 82 la rete di Buso e tanti saluti alla posta piena che, ex post, sarebbe servita più dell'aria per respirare. L' 8 dicembre, al San Nicola di Bari, il Pescara prende il largo dopo otto minuti. Lezione appresa? No, neppure questa volta perché all'82' Maggiore segna l'1-1  dei galletti. Altri due punti gettati al vento. Il 27 dicembre Natale è già passato, ma il Pescara è ancora in vena di regali. Agli altri, però. E così al minuto 92 Artistico lascia a becco asciutto i biancoblù. 

Le occasioni perdute nel 2026 

Si pensava che nel 2026 il vizio sarebbe stato perso? No davvero. Il 4 marzo arriva il Frosinone, squadra ambiziosa che ha poi coronato i suoi sogni di gloria approdando in massima serie. Il Pescara sta per lasciarlo senza un pugno di mosche tra le mani ma, al minuto 92, Raimondo porta i ciociari al pareggio. Altra cesoia su due punti su tre. L' 11 aprile, all'Adriatico- Cornacchia, c'è la Sampdoria, il Pescara va in vantaggio ma poi si fa rimontare e al 92' De Paoli lo lascia a zero punti zero. La litania si ripete quasi subito, il 19 aprile, contro la Carrarese Bouah segna all'82' e il Pescara deve tagliarsi via dal bottino due punti. L'ultimo atto della serie horror è il primo maggio, in terra veneta, contro il Padova quando il Pescara si condanna al naufragio per effetto del gol dei padroni di casa di Pastina. 

Occorre maturità gestionale

Non si dice che le responsabilità della ridiscesa dopo una sola stagione dei pescaresi in terza serie sia addebitabile unicamente a questo. Però l'immaturità gestionale degli ultimi dieci minuti di gara, che contano come tutti gli altri, ha avuto il suo peso. E neppure si tratta di tirare fuori dall'armamentario delle giustificazioni frasi come "vabbè, è stata la sfortuna".  Fortuna e sfortuna, nel calcio, ce le si costruisce da soli. E quindi, qualunque sarà il tecnico a condurre gli abruzzesi nella non facile impresa di riassicurarsi a stretto giro di posta la serie B, questo sarà un aspetto di cui necessariamente tenere conto.  E neppure ci si deve cullare nell'illusione che, essendo scesi di gradino, le cose siano più semplici. La sfida è lanciata.     

Sezione: News / Data: Mer 17 giugno 2026 alle 13:36
Autore: Cristiano Comelli
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