Della delicatezza della sfida che ha raccolto è pienamente consapevole, e nella presentazione ufficiale lo ha dimostrato appieno. Antonio Buscè non è tecnico di facili proclami ma di tutta concretezza. A Pescara avrà il suo bel daffare ma tra le frecce al suo arco vi è da sempre quella, che non ha mai perso la punta, di cercare di fare il botto in qualunque situazione si trovi e di metterci la determinazione giusta per riuscire a farlo. E lui, di botti, se ne intende sin dai tempi dell'Empoli quando con le giovanili ebbe modo di farsi un nome e da subito un curriculum di tutto rilievo che ne ha a buona ragione fatto un predestinato nei professionisti. 

i fasti con le giovanili dell'Empoli 

Il fatto che, prima di essere un valente tecnico, sia stato un calciatore determinato e in grado di dare il giusto sprone all'ambiente in cui si trovava non è certo fattore di minimo rilievo. E questo trait d'union tra il giocato e la panchina se lo è portato già quando, appese le scarpe al chiodo dopo l'esperienza con il Pisa, sbarcò per la prima volta da allenatore da quell'Empoli a cui aveva dato il suo sostanzioso apporto come calciatore. La mentalità vincente riuscì a trasmetterla, e a dimostrarla, sin da subito quando, nel 2014-15, portò i giovanissimi della squadra toscana al titolo regionale. E, visto che il giochetto gli riusciva benone, pensò di concedersi un bis nel 2018-19 quests volta al timone dell'Under 16 e a livello nazionale. Quella voce che gli suggerì di proseguire la sua vita calcistica su una panchina ebbe dunque assolutamente ragione a "perseguitarlo" perché poi i risultati si videro immediatamente. 

Con la Vibonese

Nel 2023-24 Buscè fa il grande salto e, dalle formazioni giovanili, approda alla serie D beneficiando della sua prima opportunità di dimostrare ancora la sua mentalità vincente a un passo dal professionismo. Prende per mano la Vibonese e la porta al quinto posto con 50 punti e a disputare i playoff. Si consolida sempre più come un tecnico che sa il fatto suo e la Lega Pro non tarda ad accorgersi del suo talento in panchina e a dargli una carta importante da giocare sul tavolo della sua evoluzione di uomo e allenatore. 

Con il Rimini

Nel 2024-25 lascia il mar Tirreno e passa all'Adriatico, sponda Rimini. C'è una squadra che ha la bocca buona di due stagioni da playoff. Lui non soltanto le garantisce ancora l'accesso al supplemento di campionato ma le regala anche il trionfo nella Coppa Italia di categoria. Per lui, i trionfi dai tempi dell'Empoli salgono a tra tacche. E tra allori nello spazio di dodici anni di allenamento, tanti ne aveva sino a quel punto, non rappresentano affatto un palmares disprezzabile. 

Con il Cosenza 

La Calabria gli è però rimasta nel cuore e, quando nel 2025-26 arriva l'opportunità di accasarsi al Cosenza non se la lascia scappare.   Trova una squadra che ambisce a tornare al gran ballo della serie B quanto prima dopo l'amarezza della retrocessione in Lega Pro. Non centra l'obiettivo ma consente comunque alla squadra di disputare un campionato di buona levatura pur se terminato con la pesante debacle contro il Casarano. Buscè non porta la squadra in B ma lascia comunque una buona impronta. 

Quali prospettive con il Pescara? 

Buscè è consapevole di avere accettato una sfida importante. Davanti a sè trova una piazza che vuole al più presto lasciare a margine i musi lunghi per il ritorno immediato in serie C e sta puntando a ricostruirsi in organico e mentalità vincente per cercare di risalire di nuovo in cadetteria. In ossequio dal detto per cui quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, Buscè ha accolto di buon grado l'idea di rimettersi in gioco in quella Lega Pro che ormai conosce bene e in un ambiente che si attende molto da lui. Da queste parti ruggisc ancora il ricorso di quanto, due stagioni fa, il suo collega Silvio Baldini riuscì a organizzare facendo prendere alla squadra l'ascensore per farla scendere al piano serie B. Ma, dal suo curriculum passato, si evince come non abbia bisogno di imitare modelli vincenti perchè vincente ha dimostrato di esserci lui. Certo, si tratterà però per la società in un periodo in cui diversi giocatori hanno imboccato la porta d'uscita di rispalancare la porta d'ingresso con nomi che abbiamo già preso le misure alla categoria e sappiano avere la benzina motivazionale giusta.  Che sappiano, insomma, che a Pescara si è respirata in passato forte e chiara l'aria di massima serie e che quindi la società non può permettersi di non essere ambiziosa. Buscè, dal canto suo, non è Baldini. Ed è giusto che non lo sia. ma, come lui, potrebbe aprire una via nuova di luci e colori a una realtà che, per storia, li merita. La sfida è lanciata.         

Sezione: News / Data: Mer 15 luglio 2026 alle 16:02
Autore: Cristiano Comelli
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