Tre volte avanti, tre volte recuperata e, in un caso, anche superata. Più che una squadra di calcio, negli ultimi tre turni, il Pescara è sembrato un ente benefico che ha regalato alle avversarie punti preziosi complicandosi non poco il cammino verso la salvezza. Una spirale di prestazioni che è costata la perdita, parziale o totale, di punti pesanti come macigni e il fiato sul collo di Bari e Reggiana che hanno lo stesso bottino e la stessa aspirazione a mettersi al riparo. 

Necessità di migliorare la gestione del risultato 

Non c'era bisogno delle ultime tre partite per rendersi conto che il Pescara ha qualche potenzialità per salvarsi. Ma altro è disporre delle potenzialità giuste, altro è saperle sfruttare a dovere e nei momenti che contano. E sfruttarle significa non soltanto saper costruire un risultato a favore, cosa che la squadra ha dimostrato di saper fare bene, ma poi anche stringerselo tra le dita sino al termine lasciando fuori dal rettangolo verde certe ingenuità gestionali. 

Le ultime tre prestazioni 

Nelle ultime tre prestazioni la squadra di Giorgio Gorgone ha giocato a fare parzialmente o totalmente harakiri. Sfida con la Sampdoria, avanti per 1-0 e poi in parità e alla fine sotto per 1-2. Sfida con la Carrarese, in vantaggio per 2-1 e poi raggiunto. Sfida con la Juve Stabia, idem. Risultato, in complesso si tratta di sette punti persi per strada che, vista la classifica incerta, non erano proprio un tesoretto da buttare via.  Senza volersi concedere troppo all'abbraccio della dietrologia, sarebbero 41 punti, gli stessi che ha la Sampdoria a cui i biancoblù hanno concesso la posta piena. E, dunque, sono tre le questioni che si intrecciano: capacità di avere potenzialità, presente, capacità di saper costruire un risultato a favore, presente, capacità di gestirlo per passare poi alla cassa, ultimamente un po' assente. 

Gli ultimi due impegni 

Dopo gli ultimi tre impegni color rimpianto con Sampdoria e Carrarese la cui classifica appare ormai di sana e robusta costituzione per passare l'esame salvezza, e con la Juve Stabia che strizza l'occhiolino ai playoff, arrivano ora due impegni di quelli su cui, nel biglietto d'ingresso, ci potrebbe essere scritto sul versante Pescara "vietato steccare", quelli con Padova e Spezia.  Le due compagini non navigano in acque tranquille e hanno bisogno di acqua per innaffiare la piantina della salvezza la prima e per cercare di sbarcare nei playout la seconda. Il Pescara è certamente consapevole di trovarsi di fronte due squadre che, proprio perché con l'acqua alla gola e bisognose, come lui, di fare massa importante in graduatoria, non concederanno mezzo millimetro. Ma la consapevolezza, di per sè, non è affatto sufficiente. Deve nutrirsi di quell'autostima che porti a tenere alta la temperatura dell'attenzione, possibilmente volgendo il vento a favore e continuando a fare sì che il suo spirar con cambi direzione.       

Sezione: News / Data: Mer 29 aprile 2026 alle 13:14
Autore: Cristiano Comelli
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