Il Pescara chiede il proscioglimento secco nel processo sulle plusvalenze fittizie. Martedì scorso, dopo il pronunciamento del procuratore federale con le richieste di condanna nei confronti del club biancazzurro e dei vertici societaria, l'avvocato Flavia Tortorella ha letto la memoria difensiva del club davanti ai giudici, esponendo le ragioni del Pescara e ritenendo la richiesta del procuratore non ragionevole ed equa. La società non ritiene che ci siano i fondamenti per addivenire ad una pronuncia di merito e per questo chiede il proscioglimento secco. L'avvocato difensore del club ha anche contestato in udienza il metodo con cui la procura ha individuato le sanzioni. La difesa del Pescara chiede che il processo si concluda con la nullità del deferimento o con il proscioglimento. Domani è atteso il dispositivo e in serata potrebbe già arrivare la sentenza, anche se i tempi potrebbero leggermente slittare ai primi giorni della settimana prossima. Nel caso il Tribunale Federale confermasse le richieste della Procura Figc, cosa potranno fare e cosa no i dirigenti coinvolti (Sebastiani, Bankowski e Druda)? L'inibizione rappresenta il divieto di svolgere la propria attività ufficiale in qualsiasi circostanza: un soggetto inibito non può avere accesso al terreno di gioco, agli spogliatoi ed ai locali annessi in occasione delle partite, nemmeno di quelle amichevoli. Inoltre l'inibizione di un dirigente impone anche l'impossibilità di svolgere alcune attività a livello manageriale e amministrativa nel club: ad esempio, non potrà partecipare in prima persona alle trattative di calciomercato, rinnovo di contratti o sottoscrizione di accordi, oltre a non poter rappresentare il club nelle assemblee della Lega (a meno non si tratti di argomenti a livello patrimoniale).

Sezione: News / Data: Gio 14 aprile 2022 alle 16:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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