Non è il momento di parlare di obiettivi, ma la piazza pescarese non è abituata all’anonimato. Fiorillo che traguardi si pone? “Io sogno la serie A, se non avessi dei sogni sarebbe meglio se rimanessi a casa. Sono qui da tempo e conosco le esigenze di questa piazza, che non vuole vivere campionati anonimi. Non ci possiamo nascondere. Ma ci vogliono umiltà e lavoro. C’è bisogno di sacrifici, voglia di fare e tanti allenamenti duri se si vuole fare qualcosa d’importante. E’ il momento di pensare solo a questo, poi parleremo di obiettivi. Sarà dura fare bene come l’anno scorso? Il sogno è arrivare lontano, come un anno fa. Ma non guardiamo troppo in là, siamo realisti. In mezzo, prima degli obiettivi finali, ci sono quelli iniziali: lavorare, diventare squadra, giocare un buon calcio e far bene. Il gruppo dovrà acquisire strada facendo una mentalità vincente”.

Sezione: Focus / Data: Mer 17 luglio 2019 alle 13:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
Vedi letture
Print