«Dispiace per la retrocessione, il Pescara ha sfiorato un'impresa clamorosa». Tredici anni da dirigente biancazzurro non si dimenticano. Antonio Oliveri, in società dal 1991 al 2004 insieme al suocero, il compianto patron Pietro Scibilia, non ha mai smesso di seguire il suo vecchio amore calcistico. A distanza di un solo anno dalla promozione in B il Pescara è sprofondato di nuovo in terza serie e l'imprenditore di origini calabresi che vive a Giulianova mastica amaro. «Ho seguito il Delfino anche quest'anno con grande passione e sofferenza dice l'ex vice presidente del Pescara a un certo punto ho creduto nella salvezza, soprattutto dopo gli interventi della società durante il mercato di gennaio. C'era solo l'incognita legata alle condizioni fisiche di alcuni ottimi calciatori che non giocavano da un po' e avevano bisogno di tempo per tornare in forma. Probabilmente sono mancati la prontezza iniziale e le energie necessarie per arrivare al massimo fino in fondo. Peccato, se il Pescara avesse centrato la salvezza avrebbe compiuto un miracolo sportivo che sarebbe rimasto negli annali, invece il traguardo è sfumato per mancanza di furbizia, attenzione e cattiveria agonistica».

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 10:30 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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