Intervistato dal Centro in occasione della premiazione di domani sera a Guardiagrele in cui riceverà il premio nazionale Terrazza d'Abruzzo, Fabrizio Ravanelli riavvolge un po' il nastro della sua carriera.

Il legame indissolubile con Perugia e il rapporto con Di Francesco- "Sono nato a Perugia e con il Grifone ho preso il volo verso il professionismo: lì ho cominciato e lì ho concluso, peraltro facendo gol alla "mia" Juventus da capitano. A Perugia ho giocato con Eusebio Di Francesco e parlavo spesso con lui di Pescara e del mare, gli avevo promesso una visita ma non ho mai avuto modo di fermarmi".

Le difficoltà del Perugia e del Pescara di oggi- "Credo che siano due grandi realtà che devono trovare identità e senso di appartenenza. Devono ricostruire le società e fare una programmazione seria, puntando sui giovani e trascinando l'imprenditoria locale e la città a seguire la squadra. Senza queste basi, tutto è più complicato. Urge programmare senza fare voli pindarici: bisogna costruire una mentalità per tornare in alto".

Il gol segnato all'Adriatico nel 5-1 biancazzurro nel 1993- "Ero in campo in quella manita per il Pescara. Noi eravamo in vacanza, l'avevamo presa talmente tanto come una scampagnata che la società ci multò. La settimana dopo vincemmo nettamente sulla Lazio per farci perdonare". 

Gli attaccanti giovani italiani di oggi- "Pio Esposito mi piace. È molto bravo e sta vivendo una stagione incredibile. Ma anche in C e in B ci sono talenti. Bisogna saperli scovare e poi dargli fiducia. Anche chi gioca nelle serie inferiori ha talento: l'importante è crederci e non sentirsi mai arrivati. Mancano gente come me e Vialli? Certo perché non ci sono più attaccanti totali, capaci di difendere, attaccare e sacrificarsi per la squadra". 

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Sezione: News / Data: Sab 25 luglio 2026 alle 20:00 / Fonte: Il Centro
Emilio Concettoni
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Emilio Concettoni
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Nato a Fermo nel 1999. Sono laureato in Scienze della comunicazione e prossimo alla laurea magistrale in Media, Arti, Culture. Il mio interesse principale è il cinema a cui affianco da sempre una passione per lo sport in generale (sono un mezzofondista) e soprattutto per il calcio. Questa è la mia prima esperienza nel mondo del giornalismo sportivo.