Tra le motivazioni di tanti tifosi che seguono ormai solo da casa il Pescara, c’è la mancanza di un progetto societario e sportivo a lunga scadenza e la paura di tornare in A e fare di nuovo brutte figure. Sebastiani risponde così: «Il progetto, a Pescara, non c’è mai stato nella storia del calcio cittadino. Si è sempre tirato a campare. Prima di noi, arrivarono promozioni in A quando non c’era neanche l’acqua, con 20 ragazzotti e Galeone che all’epoca non era conosciuto. Non c’era un campo e il Pescara girava l’Abruzzo per allenarsi. Oggi abbiamo un centro sportivo, un convitto per i giovani da paura e un settore giovanile che è il fiore all’occhiello del club».

Sezione: News / Data: Gio 28 febbraio 2019 alle 17:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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