Duemilaseicento secondi di puro spettacolo, di rabbia, di orgoglio, e alla fine un punto che vale più di una vittoria. Perché ieri sera, al Benito Stirpe di Frosinone, il Pescara ha dimostrato di esserci eccome. E se qualcuno aveva ancora dubbi, beh, si sbagliava di grosso.

LA CRONACA DI UNA SERATA DA INCORNICIARE

Turno infrasettimanale, e 1000 tifosi biancazzurri al seguito che hanno trasformato il settore ospiti in un vulcano. E il Pescara, davanti a loro, non ha tradito.Passano appena 120 secondi e già è festa. Antonio Di Nardo riceve da Meazzi, stoppa e incrocia con un diagonale perfetto: Frosinone 0, Pescara 1. Lo Stirpe ammutolisce, i nostri impazziscono.

Al 36', la scena più surreale della stagione. Cittadini, difensore del Frosinone, si accascia a terra infortunato. Tutti si fermano? No, l'arbitro no. La palla arriva a Di Nardo che calcia senza troppa convinzione e Palmisani, il portiere avversario, la lascia inspiegabilmente entrare. 2-0. E l'arbitro, dopo consulto Var, convalida. Gol regolarissimo, anche se nessuno in casa Frosinone ci sta. Nel mezzo, una sospensione di 6 minuti per un petardo lanciato dalla curva ospite che ha ferito due vigili del fuoco . Momenti di tensione, ma il Pescara tiene botta.

LA PAZZESCA RIPRESA E IL DRAMMA FINALE

Nella ripresa, Gorgone ordina l'arrocco. Il Frosinone spinge, ma il muro regge fino all'82'. Poi l'episodio che cambia tutto: Altare stende Gelli lanciato a rete. Per l'arbitro Di Marco è rigore ed espulsione. Un contatto duro, forse da rigore, forse no. Di certo, Altare lascia i suoi in 10 e Calò dal dischetto accorcia: 2-1.Da lì in poi è un assedio. Il Pescara si difende con i denti, con l'anima, con quello spirito che sembrava perduto. I minuti passano, si entra nel recupero. Ne vengono concessi 5. Al 94' e 30 secondi, quando ormai il boato dei nostri stava per esplodere, arriva la mazzata: punizione di Calò, sponda di Calvani, e Raimondo di testa insacca al 95'. 2-2. Un pugno nello stomaco. Un gol che sa di beffa, di ingiustizia, di occasione sfumata.

IL SENSO DI QUESTO PAREGGIO: 4 PUNTI CON LE PRIME DELLA CLASSE

Eppure, se ci fermiamo un attimo a guardare il quadro generale, questo pareggio ha un sapore incredibile. Perché il Frosinone era terzo in classifica. E il Pescara, nell'arco di una settimana, ha fatto 4 punti contro le prime tre forze del campionato (Palermo e Frosinone su tutte) . Quattro punti che sanno di rinascita, di carattere, di identità ritrovata.Lorenzo Insigne a fine gara era furioso: "Non è accettabile, quel rigore non c'era. Siamo stanchi di subire questi torti" . Parole sacrosante. Ma il mister Gorgone, pur con l'amarezza, ha elogiato i suoi: "Partita perfetta. Poi quel rigore. Ma i ragazzi sono stati straordinari" .

LA CLASSIFICA SORRIDE (UN PO')

Con questo punto, il Pescara sale a 22 . Siamo sempre ultimi, è vero. Ma la zona playout è a -4, e il Bari, prossimo avversario domenica all'Adriatico, è lì a portata di mano. Quattro punti di distanza, con una partita da recuperare e, soprattutto, con un Pescara che ha ritrovato anima e coraggio.

LA STORIA CONTINUA

Dobbiamo continuare così. Con questa grinta, con questo spirito, con questi 1000 tifosi che non smettono mai di crederci. La strada è ancora in salita, ma ieri sera, allo Stirpe, abbiamo visto un Pescara vero. Un Pescara che lotta, che segna, che crede fino all'ultimo.

Il pareggio al 95' brucia, eccome se brucia. Ma se questa è la base, se questa è la strada, allora possiamo farcela. Domenica c'è il Bari. E l'Adriatico dovrà essere una bolgia. Perché questo Pescara merita di essere sostenuto. Fino alla fine. Sempre.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 05 marzo 2026 alle 13:17
Autore: Antonio Iannucci
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