Il Maradona dei Balcani all'ombra della Bella Addormentata: quando "Baka" Slišković incantò Pescara

Nelle storie del calcio di una volta, quelle che si raccontano davanti a un bicchiere di vino nei bar di Piazza Salotto, il nome di Blaž Slišković evoca sempre un brivido di pura nostalgia. "Baka" non è stato semplicemente un calciatore del Pescara; è stato il manifesto vivente di una città che scopriva la grande Serie A con l'audacia di chi non ha nulla da perdere e la voglia matta di stupire l'Italia intera.

Si dice che Giovanni Galeone, il profeta del calcio champagne abruzzese, lo coccolasse come il figlio più talentuoso e ribelle. C'è un aneddoto, che a Pescara è diventato leggenda, secondo cui Slišković si presentasse al campo d'allenamento la mattina sorseggiando un caffè, con la sigaretta d'ordinanza in bocca, guardando i compagni faticare sui gradoni. Ma quando Galeone fischiava l'inizio della partitella, il bosniaco poggiava la tazzina, scendeva in campo e dipingeva calcio. Nessuno poteva arrabbiarsi con lui. Il suo era un talento talmente puro che persino i difensori avversari, spesso disorientati dalle sue finte e dai suoi passaggi no-look, rimanevano a guardarlo ammirati.

Baka faceva sembrare facile ciò che per gli altri era impossibile. Nelle domeniche invernali in cui il vento di mare spazzava le tribune dello Stadio Adriatico, bastava una sua carezza al pallone per riscaldare i ventimila tifosi sugli spalti. Quel Pescara non aveva paura dei giganti del nord; con Slišković in campo e la spinta della curva, la squadra scendeva sul terreno di gioco convinta di poter nascondere la palla a chiunque. Ogni sua punizione dal limite dell'area non era un semplice tiro, ma un'esecuzione artistica, una parabola perfetta che lasciava i portieri immobili, quasi a voler fare un tributo a quella straordinaria sregolatezza.

Quando oggi si parla di quel Pescara degli anni '80, non si ricordano i moduli o i punti in classifica. Si ricorda la sensazione di libertà. E di quella libertà, Blaž Slišković è stato l'interprete più bello, un eroe romantico che ha scelto Pescara per mostrare al mondo che il calcio, prima di essere uno sport, è un'emozione.

C’è un’immagine che più di tutte racconta cos’era Blaž Slišković per Pescara: un uomo baciato dagli dei del calcio che si gode la brezza dell'Adriatico sul lungomare, con una sigaretta accesa tra le dita e lo sguardo di chi sa di poter fare, con il pallone, esattamente ciò che vuole. Quando sbarcò in Abruzzo nell’estate del 1987, arrivando nientemeno che dal Marsiglia, la città capì subito che non stava accogliendo un semplice calciatore. Stava accogliendo un artista.

Il Pescara di Giovanni Galeone era una splendida anomalia nel calcio italiano dell'epoca. Una neopromossa che rifiutava il catenaccio e giocava all'attacco, senza paura. In quel laboratorio di sogni, "Baka" divenne istantaneamente il direttore d'orchestra. Non correva molto, d'accordo. Ma perché correre quando la palla viaggiava alla velocità del suo pensiero? I suoi lanci millimetrici, le punizioni accarezzate con l'esterno del piede e quel modo unico di nascondere la sfera agli avversari fecero innamorare lo Stadio Adriatico.

I tifosi più caldi ricordano ancora le sue giocate come fossero poesie. Quel tunnel irriverente a Bruno Conti contro la Roma, o la punizione telecomandata che trafisse la Juventus. Slišković non giocava per il tabellino, giocava per la bellezza. C'era un patto non scritto tra lui, il mister e la città: Pescara gli perdonava le notti brave, i pacchetti di Marlboro e gli allenamenti affrontati con pigrizia; in cambio, la domenica, Baka trasformava il campo in un teatro. Anche quando un maledetto infortunio al ginocchio spezzò quella prima stagione magica, il legame non si interruppe.

Il suo ritorno nel 1992 ebbe il sapore amaro e nostalgico dei grandi amori che provano a rivivere il passato. Le gambe non rispondevano più come un tempo e il fisico era appesantito, ma la luce nei suoi occhi era la stessa. Pescara non lo ha mai giudicato per i chilometri percorsi o per i gol fatti. Lo ha amato per l'illusione tesa e bellissima che ha regalato a una provincia intera: l'idea che, almeno per novanta minuti, il genio potesse battere l'atletismo, e che la fantasia potesse davvero governare il mondo.

Blaž "Baka" Slišković ha firmato alcune delle pagine più esaltanti della storia del Pescara, specialmente nella magica stagione di Serie A 1987/1988

Nonostante la sua tendenza a non correre moltissimo, le sue giocate decisive e i suoi gol d'autore sono rimasti scolpiti nella memoria dei tifosi biancazzurri. Ecco l'elenco delle sue partite più memorabili ed epiche in maglia adriatica:

Inter - Pescara 0-2 del Settembre 1987

Fu il debutto assoluto in quel campionato e coincise con la prima storica vittoria del Pescara a San Siro nella massima serie. Il Pescara di Galeone diede una vera lezione di calcio all'Inter di Giovanni Trapattoni. Slišković disputò una partita sontuosa da regista e siglò il definitivo 2-0 su calcio di rigore al 59', spiazzando Walter Zenga sotto la curva interista.

Pescara - Torino 2-2 (29 Novembre 1987)

In questa partita casalinga andò in scena il "Baka Show". Slišković trascinò letteralmente la squadra realizzando una splendida doppietta che permise al Pescara di fermare un Torino fortissimo. Il primo gol arrivò su calcio di rigore, mentre il secondo fu una perla su azione che mandò in visibilio l'intero Stadio Adriatico. 

Pescara - Avellino 2-0 del Dicembre 1987

Uno scontro salvezza fondamentale in cui il bosniaco salì in cattedra nei momenti decisivi. Fu lui ad aprire le marcature trasformando con freddezza il calcio di rigore del momentaneo 1-0, per poi deliziare il pubblico con lanci millimetrici e sponde per i compagni (la partita fu poi chiusa da un gol di Gian Piero Gasperini).

Roma - Pescara 5-1 (20 Dicembre 1987)

Nonostante la pesante sconfitta della squadra all'Olimpico, la partita è passata alla storia per due motivi legati a Slišković:

Il gol della bandiera: Segnò l'unica rete del Pescara confermando il suo ottimo momento di forma.

Il tunnel leggendario a Bruno Conti: nella partita di ritorno allo Stadio Adriatico (10 aprile 1988), Slišković saltò l'ala giallorossa facendo esplodere il pubblico di casa: fu la partita del celebre e irriverente tunnel a Bruno Conti a centrocampo, una giocata d'alta scuola che strappò gli applausi persino ai tifosi giallorossi. 

Pescara - Genoa 5-1 (23 Agosto 1987 - Coppa Italia)

Fu la prima vera notte in cui i tifosi del Pescara compresero l'immenso potenziale della coppia composta da Leo Júnior e Blaž Slišković. In una gara di Coppa Italia letteralmente dominata dal calcio champagne di Galeone, Slišković mise la firma sul gol del 2-0 al minuto 47', sfornando assist continui in una delle migliori prestazioni corali di quell'estate. 

Pescara - Juventus 2-6 (20 Gennaio 1988 - Coppa Italia)

Una partita pazza, ricordata soprattutto per la straordinaria cinquina di Ian Rush per i bianconeri. Slišković, tuttavia, lasciò il segno all'88' segnando un meraviglioso gol di destro su azione, superando la difesa juventina con uno dei suoi classici slalom palla al piede che valse l'onore delle armi per il Delfino. 

Sezione: Copertina / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 15:48
Autore: Stefano Barbati
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