Cosa succederà ad Antonio Buscè in caso di mancata vittoria a Livorno?

Dovrebbe rimanere al suo posto, almeno secondo le parole del presidente del Pescara Daniele Sebastiani che ha smentito qualunque voce su una possibile sostituzione del tecnico di Gragnano, ma non ha esitato nel chiedere a tutto il gruppo una risposta concreta già a Livorno col ritorno alla vittoria. Il ko con lo Spezia ha deluso profondamente la tifoseria che si aspettava un Pescara sicuramente migliore sul piano tattico ma anche caratteriale. Troppo svagato l'inizio della ripresa che ha portato al gol spezzino di Bright così come troppo morbida è stata l'opposizione dei diretti marcatori, su tutti di Capellini, sul tiro vincente e decisivo di Zilli. 

Domenica è arrivato il quarto ko in otto gare per i biancazzurri e questo pesa inevitabilmente sulle sorti dell'allenatore del Delfino, già a 11 punti di distanza dalla vetta della classifica. Eppure durante la conferenza di presentazione aveva mandato ottimi messaggi come "la maglia deve essere sempre sudata" e "ogni giocatore deve fare una corsa in più, anche per aiutare il compagno", frasi che indicavano determinazione ma che a quanto pare la squadra non ha granchè percepito. L'inizio di stagione non è stato positivo, con il ko interno contro la Sambenedettese in Coppa anche se poi la vittoria contro la Vis Pesaro nella prima giornata lasciava ben pensare in vista del prosieguo della stagione. Poi il match di Forlì, deciso da errori individuali (su tutti di un Saio "da film horror") e ingenuità (l'espulsione di Pellacani).  Le sconfitte con Atalanta U23 e Spezia hanno nel mezzo la vittoria di misura in trasferta di Vado. Il tecnico ha cercato con i giocatori a disposizione, viste anche le assenze pesanti di Merola, Altare, Fiorillo, di costruire una squadra dignitosa ma al momento non c'è grande chiarezza nè sul piano tattico, nè caratteriale. Le certezze sono poche, i giocatori che hanno il posto assicurato anche, viste le tante disattenzioni individuali che hanno segnato l'inizio della stagione. I giocatori a sentire Sebastiani seguono l'allenatore ma non possono permettersi distrazioni che poi costano le partite e punti decisivi (così come rimarcato domenica anche dal ds Foggia).

E' giusto cambiare allenatore già adesso? Potrebbe però costituire anche un rischio l'esonero di Buscè, perchè vorrebbe dire ricominciare "da zero" con un altro tecnico (bisogna vedere poi l'eventuale sostituto visto che la dirigenza non sempre ha scelto bene i tecnici a stagione in corso) che dovrà plasmare un gruppo nel bel mezzo di un campionato che non concederà respiro fino a Natale. La rosa è di qualità, senza dubbio ma anche il tecnico viene da alcune stagioni in cui ha raccolto buoni risultati, su tutti lo Scudetto Primavera con l'Empoli, la Coppa Italia col Rimini e il 4^ posto a Cosenza dello scorso anno. L'allenatore ha esperienza e un buon curriculum, dal canto suo. 

Un precedente? L'Ascoli tanto celebrato l'anno scorso e in questa prima parte di stagione, due anni fa al ritorno in C dopo la retrocessione ha cambiato ben 4 allenatori (alcuni importanti peraltro) con una rosa più che degna (e con 4/11 di quella che l'anno successivo avrebbe vinto dominando la finale play off) rischiando nel finale di stagione di retrocedere in D e arrivando a sole sei lunghezze dalla fase play out. 

Cambiare ora sarebbe estremamente rischioso, i rientri di Fiorillo (necessario dal punto di vista tecnico ma anche della leadership) così come quelli di Altare e Merola potrebbero dare più soluzioni e certezze al gruppo e a Buscè, che deve continuare a far lavorare la squadra con serietà e determinazione, come giustamente annunciato il giorno della sua presentazione in estate. 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 01 ottobre 2026 alle 11:00
Emilio Concettoni
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Emilio Concettoni
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Nato a Fermo nel 1999. Sono laureato in Scienze della comunicazione e prossimo alla laurea magistrale in Media, Arti, Culture. Il mio interesse principale è il cinema a cui affianco da sempre una passione per lo sport in generale (sono un mezzofondista) e soprattutto per il calcio. Questa è la mia prima esperienza nel mondo del giornalismo sportivo.