Nicola Legrottaglie è pronto per tornare in campo. Sabato 20 giugno si disputerà all'Adriatico il primo dei 10 incontri del campionato e l'allenatore biancazzurro vuole ricominciare con il piede giusto dopo le ultime 2 sconfitte, contro Spezia e Benevento, prima del lockdown. Le parole del tecnico biancazzurro a Rete8: "Per noi è giusto ripartire perché stiamo lavorando da un paio di settimane. Non vedevamo l'ora di ricominciare il campionato e considerando che la situazione sta migliorando in tutta Italia mi sento con tanta cautela perché ci sono delle linee guida da seguire ma non vediamo l'ora perché il calcio è il nostro lavoro. Ci saranno delle incognite perché questa situazione non l'abbiamo mai vissuta e noi stiamo cercando di mettere in pratica l'esperienza che abbiamo sul campo. Da ex calciatore e allenatore sto cercando di capire le dinamiche di uno stop come questo tipo per la ripartenza e cercare di riportare la squadra per il 20 giugno alla forma possibile. Ci stiamo avvalendo anche delle conoscenze e di tutto quello che abbiamo studiato sperando di azzeccare le scelte. 

Considerando uno stop così lungo le squadre che hanno meno fisico avranno l'opportunità di partire veloci, quello che farà la differenza sarà anche la resistenza fisica perché chi riuscirà a tenere un'alta intensità con un minutaggio maggiore avrà la possibilità di portare a casa la partita. Secondo me ci saranno squadre che arriveranno a giocare quei 30 minuti forti anche se una partita dura 90 minuti e quindi a squadra sarà più resistente e nell'arco del 90 minuti sarà più avvantaggiata. Obiettivo salvezza? Assolutamente sì, anche se il primo obiettivo sarà la Juve-Stabia perché noi siamo concentrati sulla prima finale. Dovremo arrivare a quella sfida con la fame e gli occhi della tigre e se non ci sono questi presupposti fai presto a cambiare sport. Quando hai l'occhio della tigre, affamato per raggiungere l'obiettivo è molto più facile raggiungerlo e la Juve-Stabia sarà la nostra prima preda. Cambiare le regole sui prestiti dei giocatori? Speriamo che la Federazione possa prendere in breve tempo una decisione per tutti, dall'altro lato dico che un professionista alle prime difficoltà non puoi lasciare la squadra e se io firmo un contratto con il Pescara non sarebbe giusto andare via il 30 giugno visto che c'è stata un'emergenza, e sarebbe poco professionale e chi ama questo sport potrebbe dire di rimanere perché ho dato la mia parola e tutte le questioni legali le risolverò a fine campionato. Sarebbe opportuno che la Federcalcio cambiasse le regole per favorire le scelte delle società e dei giocatori. A breve dovranno prendere una decisione per il proseguo del campionato e poi ci dovrà essere il buonsenso da entrambe le parti perché veniamo da un momento particolare in cui nessuno si sarebbe aspettato ed ognuno dovrà andare incontro alle problematiche degli altri. Fino a quando avrò lo stemma del Pescara me lo terrò stretto e farò fatico a lasciarlo perché sono competitivo e non mi interessa di quello che pensano gli altri e voglio raggiungere l'obiettivo per permettere ai miei ragazzi ed alla società di raggiungere degli obiettivi. Sono stato scelto per quello e di quello che scrivono non mi interessa perché sono concentrato sul focus, l'obiettivo è la Juve-Stabia e fino a quando sarò l'allenatore del Pescara mi assumerò io la responsabilità. Questa è la mia cultura ed il mio principio, mi piace vivere così le cose sapendo di essere ogni giorno in discussione anche in allenamento. Mi lascio scivolare tutto addosso perché anche io sono un essere umano ma ho dei principi su ciò ho basato la mia vita."

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 30 maggio 2020 alle 16:41
Autore: Riccardo Camplone
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