A cercare quella verticalità che, inevitabilmente, con Kastanos in quel ruolo il Pescara ha smarrito. Zauri ha provato anche con Memushaj a trovare un’alternativa valida, ma ha funzionato solo in parte. Insomma, situazioni particolari. Questione di caratteristiche e dna: il cipriota non è un vero costruttore di gioco e non ha i tempi per avviare l’azione, pur essendo prezioso in altre circostanze al gruppo di Zauri non può prendere il posto del compagno senza che la qualità generale della squadra non ne risenta. Stesso discorso per Memushaj, che ha piedi buoni e inserimenti offensivi, ma non la visione di gioco del napoletano. E’ il momento di tornare alla versione migliore del Pescara, quella in cui a dirigere l’orchestra pensa proprio Palmiero. Con lui cinque vittorie in sette partite di campionato. Ben sette invece le sconfitte nelle nove partite in cui l’ex Cosenza non è sceso in campo. Numeri impietosi che dimostrano quanto sia prezioso il suo apporto e quanto, nella rosa del Delfino, un giocatore del suo stesso livello nel ruolo di regista non sia presente.

Sezione: News / Data: Mer 18 dicembre 2019 alle 10:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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