Ci sono date che restano scolpite nella memoria di una tifoseria non per i trofei sollevati, ma per le lacrime versate. Per Pescara e Spezia, quella data è l'8 maggio scorso. Un anonimo 1-1 all'ultima giornata di Serie B che si trasformò in un verdetto spietato: retrocessione diretta per entrambe, mano nella mano verso l'inferno della Serie C. Sulla panchina dei liguri c'era il pescarese Luca D'Angelo, alla guida della squadra dalla 1^ all'11^ giornata, poi sostituito da Roberto Donadoni e richiamato nelle ultime 6 partite. A quattro mesi e mezzo di distanza da quella notte drammatica, il calendario mette nuovamente le due squadre l'una di fronte all'altra, domenica all'Adriatico, e i punti in palio pesano già come macigni. A presentare la sfida è l'uomo che più di tutti incarna il doppio filo teso tra le due piazze: D'Angelo, pescarese doc cresciuto in via Aterno. «È una partita molto importante - dice il 55enne allenatore - lo Spezia ha un vantaggio consistente, anche se siamo solo agli inizi. Certo, se i biancazzurri dovessero perdere sarebbe un duro colpo. I liguri giocano bene, hanno tanti calciatori interessanti, un pubblico caloroso e attaccato alla squadra, come quello del Pescara».

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 12:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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