Il Mister del Padova Matteo Andreoletti alla vigilia di Pescara-Padova:
Una settimana in cui, per la prima volta, siete reduci da due sconfitte consecutive, sicuramente diverse tra loro. Come arrivate a questa partita dal punto di vista morale e fisico? Ci faccia poi il punto su disponibili e indisponibili.
Si arriva con la voglia di interrompere questa mini serie negativa: non vogliamo abituarci a perdere e vogliamo tornare a fare risultati positivi. La squadra è carica, vuole fare risultato a Pescara. Sappiamo le difficoltà che ci aspettano, ma abbiamo lavorato con la testa giusta. Abbiamo fatto allenamento già il giorno successivo alla gara per scrollarci di dosso la sconfitta: ci sono tutte le condizioni per fare una bella partita. Abbiamo recuperato Baselli, il cui infortunio è meno serio di quanto sembrasse. Lasagna purtroppo ha un problema un po’ più grave: non lo vedremo per qualche partita; tra tutti, il suo è probabilmente l’infortunio con i tempi più lunghi. Ho paura possa tornare nell’anno nuovo.
In Serie B le partite sono tutte equilibrate. Come affrontate il Pescara in questo momento?
È uno scontro diretto tra neopromosse. Sono rimasto impressionato da come il nuovo allenatore Gorgone sia riuscito in pochissimo tempo — già a Catanzaro — a metterci del suo. Hanno alcuni problemi dietro, ma un attacco importante; con il nuovo Mister li ho visti ancor più offensivi. A Catanzaro hanno giocato con due attaccanti di peso, cosa che prima non erano abituati a fare. Mi ha colpito come in poche settimane abbia già dato un’impronta chiara. Noi partiamo dalle nostre certezze e andiamo a Pescara per fare punti.
Il Papu potrebbe partire dall’inizio?
Sinceramente ho parlato con lui prima del Venezia e insieme abbiamo valutato il minutaggio possibile. Forse mi sono assunto un rischio nel farlo giocare così tanto. È giusto procedere passo dopo passo: non possiamo accontentarci che faccia 35 minuti, deve giocare più a lungo mantenendo la sua qualità, quindi non dobbiamo rischiarlo. Non partirà dall’inizio: cercheremo di farlo giocare il più possibile ma senza esagerare. Ci servirà molto durante la stagione.
Vista l’impronta già data dal nuovo allenatore del Pescara, cosa dobbiamo aspettarci?
È una partita importante e non banale. È chiaro che il riferimento principale è la loro gara contro il Catanzaro, ma non so se contro di noi avranno la stessa interpretazione. Lì hanno fatto una partita molto aggressiva, anche in base alle caratteristiche dell’avversario. Visto il risultato positivo, mi aspetto una partita simile, con due punte, ma non ne ho la certezza. Noi dobbiamo essere pronti a ogni tipo di gara: siamo a metà novembre e il Padova deve avere più strumenti possibili per contrastare qualsiasi avversario.
Considerando il Pescara, ci saranno cinque partite prima della sosta: è un mese molto importante e poi ci sarà il giro di boa. Pensa che queste cinque gare abbiano un peso maggiore delle altre?
I discorsi a lungo termine non mi appartengono. Conosco il calendario per programmare le settimane, ma ragiono partita per partita. Quella di sabato è uno scontro diretto che vale più di tre punti, non tanto per la classifica quanto per ciò che può dare o togliere a livello morale. Non sono concentrato sul mese, ma sulla partita di sabato.
Prima ha parlato del mini ciclo negativo: quali sono state le cause e quali possono essere le ricette per uscirne?
Bisogna analizzare le prestazioni, è il mio compito. Contro il Venezia secondo me abbiamo fatto meglio che a Spezia, anche se i punti ottenuti non lo dicono. Domani mi aspetto più qualità tecnica e una risposta dalla squadra. Dobbiamo alzare il livello: c’è la voglia di fare più di quanto fatto finora. Sappiamo che la categoria è cambiata: il Padova è in B dopo tanti anni e in C non si era abituati a perdere. Non deve diventare la normalità, ma nemmeno diventare qualcosa di clamoroso. Serve equilibrio anche nelle sconfitte. Il nostro obiettivo è lontano, ma abbiamo tutte le qualità per raggiungerlo.
A proposito del Venezia: ha detto che la squadra ha fatto il massimo contro un avversario così forte. Ma così non si rischia di pensare che andare oltre l’ostacolo sia impossibile? Non si lede l’autostima?
Credo di dimostrare la mia fiducia ai ragazzi ogni giorno, non attraverso le dichiarazioni alla stampa. Con voi cerco di essere sempre onesto e bisogna riconoscere che il Venezia, fino a pochi mesi fa, era due categorie sopra. Ho sottolineato il mio orgoglio verso la squadra: conosco il valore dei miei ragazzi e il valore degli avversari. Non dobbiamo abituarci a perdere o essere soddisfatti, ma sono orgoglioso della prestazione.
Il Pescara ha la peggior difesa del campionato: proverà qualche uomo offensivo in più? Ci sta pensando?
Non credo sia il numero degli attaccanti in campo a rendere una squadra più offensiva: dipende dall’atteggiamento. Senza Lasagna abbiamo tre attaccanti di ruolo: se li schierassimo tutti dall’inizio significherebbe non avere riserve nel reparto. Giocare con tre attaccanti si può fare, ma bisogna considerare i rischi: significherebbe rivedere anche le caratteristiche di chi sta dietro. Farlo, secondo me, ci toglierebbe opzioni importanti dalla panchina.
Alla luce degli infortuni, alcuni giocatori presi in estate forse non sono nelle condizioni che immaginavate: questo sta influendo? E all’interno del gruppo arriva qualcosa riguardo alla situazione societaria?
Credo sinceramente che, per il rapporto che ho con il Direttore da un anno e mezzo, se ci fosse stata qualche novità importante me l’avrebbe comunicata. Noi andiamo avanti con fiducia e pensiamo al campo. Sapevo che avevamo preso giocatori reduci da momenti complicati e da infortuni. Forse potevamo lavorare meglio anche noi. Da allenatore, se un giocatore non è al 100%, mi chiedo sempre cosa avrei potuto fare meglio io. Se qualcuno finora ha fatto meno del previsto, mi prendo la responsabilità.
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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