Ogni medaglia, si sa, ha due facce e proveremo a spiegare con questo filtro perchè parlare di salvezza, remuntada o altre ipotesi simili sia un mero esercizio retorico. Una faccia della medaglia, quella opaca, è quella esibita a fine gara col Padova dal presidentissimo Sebastiani, unico autorizzato a commentare visto che il ds Foggia parla solo quando il Pescara vince, quindi ben poco. Quella faccia della medaglia contiene le recriminazioni, quelle del "meritavamo noi", "li abbiamo chiusi in area nel finale" e del Var cattivo che ha scovato Tsadjout in fuorigioco e lo ha pure ritenuto attivo, visto che ha coperto il portiere. Tutto giusto, la sconfitta è stata ingenua e beffarda, probabilmente il pareggio era più equo. Ma sarebbe servito a poco un punto in più in classifica, in un confronto diretto. L'altra faccia della medaglia, quella più lucida, ci mostra un altro scenario: se non vinci gare come questa, con l'avversario con mezza squadra in infermeria, reduce da vari ko, che fa esordire il baby portiere (un ex) e che non fa nulla di trascendentale, beh allora devi preoccuparti seriamente, altro che imprecare alla mala sorte! Se non riesci a superare un poco più che onesto Padova, che ha pure sfiorato il raddoppio con le ripartenze, se nel primo tempo in cui dovevi fare fuoco e fiamme partorisci solo il gol annullato come tiro in porta, allora c'è da chiedersi contro chi sei in grado di fare bottino. Al di là della sconfitta interna che è già una mezza sentenza annunciata e che relegherà il Pescara all'ultimo posto, a distanza già consistente dalla zona playout. C'è il solito alibi delle assenze importanti, le ultima quelle di Dagasso e Squizzato. Il refrain del già citato presidentissimo è sempre quello: "quando saremo al completo, daremo del filo da torcere a tutti..." Peccato che probabilmente mai il Pescara potrà schierare la stessa formazione, gli infortuni capitano e capiteranno ancora, a rotazione, colpa anche di una preparazione assurda a livello mare e sotto la canicola e delle recidive a giocatori che si sono acquistati a costo zero perchè già debilitati fisicamente e fermi da mesi. Oggi recuperi Gravillon e Olzer, domani dovrai far rifiatare un altro che finora ha tirato la carretta, magari per affaticamento muscolare come il gioiellino Dagasso. Questo costringerà mister Gorgone ad altri equilibrismi come quello tattico provato (inutilmente) col Padova. E' un altro alibi che non regge. Il Pescara magari riuscirà talvolta a passare in vantaggio, ma farà enorme fatica a gestire il risultato per l'enorme gap tecnico verso tutte le altre squadre e, non nascondiamocelo, per l'ansia da prestazione che condizionerà chi è già con l'acqua alla gola. Spes ultima dea, sentenziavano gli avi e qualche sporadico precedente di miracolo simile c'è negli annali della B, ma i segnali oramai sono piuttosto chiari. Il Pescara lotterà, avrà qualche sussulto, ma siamo nel campo della fantascienza se ipotizziamo che possa raggranellare 35 punti almeno per andare agli spareggi. No, sinceramente non crediamo in un'altra magia e congiunzione astrale come quella che ha portato una buona squadra di C a sfidare la sorte al piano di sopra. Crediamo molto di più a quanto avevano già vaticinato tutti, ma proprio tutti gli addetti ai lavori che vedevano il Pescara tra le intruse, per distacco. Il mercato di rafforzamento a gennaio? Potrebbe essere già troppo tardi e comunque forse pochi hanno colto una delle frasi sibilline di Sebastiani, oltre ai proclami salvezza: "dietro potremmo restare a tre". Come dire: se le cose continuano così perchè svenarsi per rinforzare la difesa? Forse non siamo solo noi a non vedere più l'uscita dal tunnel e la faccia di quella medaglia è sempre più opaca.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 30 novembre 2025 alle 08:33 / Fonte: di Andrea Genito
Autore: Andrea Genito
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