Il passo indietro mostrato dal Pescara a Empoli sorprende ancora di più se confrontato con quanto visto nelle settimane precedenti. I biancazzurri, infatti, sembravano aver trovato una certa stabilità nella gestione dei calci piazzati, un aspetto che per lunghi tratti della stagione aveva rappresentato una vera e propria criticità.

Nelle nove gare antecedenti alla trasferta del Castellani, la squadra aveva concesso un solo gol da situazione di palla inattiva, segnale di un miglioramento evidente sotto il profilo dell’organizzazione e dell’attenzione. L’unico episodio negativo risaliva alla sfida contro il Frosinone, quando nei minuti di recupero una punizione dalla trequarti aveva portato al pareggio avversario, con una combinazione ravvicinata in area che aveva vanificato il lavoro difensivo fino a quel momento.

Dai progressi recenti al crollo di Empoli

Proprio per questo, quanto accaduto a Empoli assume contorni ancora più preoccupanti. Il Pescara è tornato improvvisamente a mostrare le stesse difficoltà che sembravano superate, incassando tre gol su quattro da palla inattiva e portando il totale stagionale a dodici reti subite in questo modo.

Un dato che evidenzia come il problema non sia stato eliminato, ma solo attenuato temporaneamente. La gestione dei calci da fermo è tornata a essere un punto debole evidente, sfruttato con grande efficacia dagli avversari.

La sensazione è che sia mancata soprattutto la continuità: i progressi visti nelle settimane precedenti non sono stati consolidati, lasciando spazio a una ricaduta che rischia di pesare nella fase più delicata del campionato.

Problemi strutturali e limiti della marcatura a zona

Analizzando le cause, emergono fattori che vanno oltre il singolo episodio. Da un lato c’è una questione fisica: il Pescara non dispone di molti giocatori particolarmente dominanti nel gioco aereo, e questo rappresenta un limite strutturale difficile da colmare nel breve periodo.

Dall’altro lato, però, c’è anche un tema legato all’organizzazione difensiva. La scelta della marcatura a zona, se non eseguita con precisione e sincronismo, può lasciare spazi pericolosi all’interno dell’area. Ed è proprio ciò che è accaduto a Empoli, dove la protezione della porta difesa da Saio è risultata insufficiente in più occasioni.

In questo contesto, diventa fondamentale intervenire rapidamente. Servono correttivi, sia a livello tattico sia in termini di atteggiamento: maggiore aggressività, migliore lettura delle traiettorie e una gestione più attenta delle marcature possono fare la differenza.

Il tempo, però, stringe. Con la corsa salvezza ancora apertissima, il Pescara non può permettersi di concedere gol evitabili. Ritrovare solidità sui calci piazzati non è solo una priorità: è una condizione indispensabile per dare continuità ai risultati e mantenere vive le ambizioni stagionali.

Sezione: News / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 17:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
vedi letture