Se il buongiorno si vede dal mattino, quest’anno non ci saà tempo di annoiarsi. Non solo e non tanto per la vittoria (5-1) sul Foggia che apre alla grande il campionato. Quanto per la quantità di cose che sono successe nel breve volgere di 90 minuti. Tante, forse tutte quelle che possono stare dentro una partita di calcio. Una cosa è indubbia. Stavolta hanno vinto le scelte di Zeman che ribalta le gerarchie lanciando Pigliacelli e Pettinari che si rivelano i due uomini partita. Il primo para tutto, il secondo segna una splendida tripletta. Insomma, il boemo non sarà più un ragazzino, ma in certe cose ha ancora l’occhio lungo... Il Pescara l’ha vinta con merito, anche se non nettamente come dice il punteggio. Perché il Foggia è stato vivo e in partita per oltre un’ora salvo poi cedere di schianto dopo il gol del raddoppio. Insomma, Zeman dovrà essere bravo a tenere a freno gli entusiasmi almeno quanto Stroppa a placare i disfattismi, perché è ancora presto per emettere sentenze.

TRE PARTITE IN UNA Difficile parlare della storia di una partita che non è stata una, ma tre. Tre partite una diversa dall’altra, in un caldo appiccicoso che rendeva difficile dare continuità e ritmo. Il Pescara ha giocato bene i primi 15’, con sprazzi di calcio zemaniano, con le fasce sfruttate bene e scelte corretta nel momento del pressing, tanto che il vantaggio nasce proprio dall’aggressività di Proietti che ruba e pesca in area Pettinari. Il Foggia sembra lezioso e disordinato. Lascia praterie alle spalle dei propri centrocampisti. invece poco a poco si riorganizza, con la sua fitta ragnatela di passaggi, la ricerca dell’uno-due centrale sul quale sono attenti i difensori biancazzurri. Ma le cose migliori la formazione di Stroppa le fa quando riesce a cambiare lato velocemente e creaare l’uno contro uno ai suoi esterni. Soprattutto Chiricò, mancino, che sulla destra sarà una spina nel fianco del Pescara Salta l’uomo, mette al centro palloni velenosi, libera i compagni e prova lui stesso il tiro. Ma gli atachi del Foggia sbattono su un Pigliacelli praticamente infallibile. Ma sono troppe le occasioni cobncesse dai biancazzurri, malgrado un atteggiamento tattico tutt’altro che spregiudicato.. Il Pescara, che via via ha abbassato sempre più il proprio baricentro riuscendo a ripartire con poca continuità, si scopre cinico e utilitarista. E proprio quando il Foggia sta comiendo il massimo sforzo per arrivare al pareggio, piazza il raddoppio con il pià classico dei contropiede, sospinto e rifinito da Crescenzi e realizzato ancora da Pettinari.

LO SHOW Colpito a morte quando aveva ormai speso tutto, il Foggia crolla e il Pescara si riprende imperiosamente la scena. Venendo fuori alla distanza e con spazi e morale da vendere, i biancazzurri regalano un finale pirotecnico nel quale c’è spazio per soluzioni offensive e gol di ogni genere. Dal diagonale maligno di Benali al supergol di Pettinari in azione individuale, al guizzo rapinoso di Mancuso che entra e la butta dentro al primo pallone toccato. Insomma, un esordio festoso, anche se bisognerà essere bravi a non sopravvalutare un risultato così roboante. Che è perfetto per dare fiducia e forza al gruppo, ma non deve illudere che sia già tutto perfetto. Niente entusiasmi insomma, l’ottimismo però è d’obbligo. Perché l’attacco comincia a funzionare, Pettinari è in uno stato di grazia, Mancuso sta tornando e in panchina c’è sempre un certo Ganz. Non è poco. No, decisamente non è poco.

Sezione: News / Data: Lun 28 agosto 2017 alle 11:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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