Com'è triste Venezia. Il Pescara spuntato crolla anche in Laguna: 4 a 0. E' il terzo ko di fila per i biancazzurri, sempre più in fondo alla classifica dopo quattro giornate, con nove gol incassati (sette nelle due trasferte) e solo due segnati. I numeri preoccupano parecchio, e sabato all'Adriatico arriva il Frosinone. Oddo ha approfittato del turno infrasettimanale per stupire tutti e ribaltare l'undici iniziale rispetto a quello di sabato scorso. Dentro Balzano e Nzita, entrambi al debutto, sulle fasce. Memushaj e Diambo a centrocampo con Omeonga a fare il metronomo. Riccardi e Capone con Galano in attacco. Una formazione fresca e frizzante, anche se i problemi non sono certo risolti. Lo ricorda a tutti il norvegese Johnsen dopo due minuti con un destro a giro costringe subito Fiorillo ad esaltarsi. Il Venezia è partito subito aggressivo e nei primi minuti ha occupato la metà campo biancazzurra con molti uomini, per ripiegare sempre dietro la linea della palla e togliere il respiro alla costruzione del gioco del Delfino, costretto a far girare il pallone con i difensori per cercare di uscire dal guscio. La partita si è scaldata nel finale di primo tempo ed è diventata anche interessante. Al 37' il Venezia è andato vicino al gol: Vacca ha innescato Mazzocchi, il suo piatto nell'area piccola non è stato agganciato da Aramu per pochi centimetri. Ha risposto immediatamente questa volta il Delfino, un minuto dopo, con il sinistro potente di Diambo, che Lezzerini ha respinto a fatica sul primo palo. Il pari sarebbe stato il risultato esatto all'intervallo. Ma Bocchetti si è perso Aramu sull'assist aereo da sinistra di Johnsen e il numero dieci veneziano ha potuto appoggiarla in porta da due passi. Un gol che è stata una mazzata per Fiorillo e compagni. Nonostante i cambi di Oddo all'intervallo, il Venezia sceglie di dare la stoccata vincente al 2': Vacca in verticale per Maleh, tocco all'indietro per Forte e sinistro improvviso del bomber che sorprende Fiorillo. Pescara in tilt, lagunari in surplace: al 6' Fiorillo strepitoso su Forte con i piedi, Johnsen sulla ribattuta è andato a sbattere sulla traversa, sfiorando il tris che sarebbe stato devastante. Il Pescara cambia e passa alla difesa a tre con Drudi, Bocchetti e Nzita dietro, Ventola-Masciangelo esterni, Bocic e poi anche Belloni in attacco. Ma la partita è ampiamente compromessa e la squadra di casa la gestisce senza grandi problemi, mettendo anche a riposo alcuni dei maggiori protagonisti, come Vacca e Forte. Scelta azzeccata per Zanetti, visto che prima della mezzora il Delfino resta anche in dieci per il rosso a Nzita (esagerato). Così è fin troppo facile chiudere i giochi: il 3 a 0 lo firma Maleh, ma lo costruisce Mazzocchi, un fulmine sulla destra dal 1' al 90'. In pieno recupero, arriva anche il poker di Karlsson. Inutile nascondersi: tra il Pescara di oggi e il Venezia c'è un abisso. E' questo basta e avanza per far scattare l'allarme. 

Sezione: News / Data: Mer 21 ottobre 2020 alle 10:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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