Pescara-Samp sarebbe stata la sua partita. La società che gli ha dato la grande chance di diventare un professionista e un simbolo contro quella della sua città natale e delle sue prime esperienze nel calcio che conta. Il genovese d’origine, diventato pescarese verace, Giorgio Repetto, sabato sarà il grande assente all’Adriatico. “Nella Samp ho iniziato a giocare e ho esordito nel 1972, ma prima ancora ero stato grande tifoso blucerchiato. Da ragazzino, mio padre mi portava allo stadio tutte le domeniche a vedere le partite. Quando mi dissero che avrei potuto scegliere tra diverse società che mi volevano, non ho avuto dubbi: ho scelto la Samp”. Questione di cuore, ma quello poi si è tinto di bianco e d’azzurro dal 1975 in poi. “Mi mandarono a giocare a Pescara, per me fu la prima esperienza lontano da casa e non potevo immaginare che sarebbe diventata la mia casa. Ho vissuto vent’anni a Genova e da quaranta sono qui, ormai mi sento pescarese fino in fondo”, dice l’ex direttore sportivo del Delfino, uscito dall’organigramma dirigenziale poche settimane prima della promozione a Trapani. “A Pescara sono state stagioni fantastiche da calciatore, le due promozioni e l’affetto ricevuto dalla città. Ho anche affrontato la Samp, la prima volta in Coppa Italia segnai anche il classico gol dell’ex. Poi nella stagione della seconda promozione, all’andata sul neutro di Lucca e al ritorno all’Adriatico. Per me erano sempre sensazioni contrastanti”.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 14 ottobre 2016 alle 12:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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