Incoscienza, calcolo, prudenza? Niente di tutto questo, da quando le briglie della Pescara calcio sono saldamente nelle mani di Daniele Sebastiani a gennaio è sempre andata così. Con rare eccezioni, in parte fortuite in parte legate alla capacità dell'ex ds Delli Carri: Caprari, Nielsen, Rafia. In teoria si annunciano rinforzi, si promettono corroboranti acquisti, poi invece sono più le uscite e chi arriva è a saldo e poco utile, vedi Alberti l'anno scorso. Il refrain si ripete ancora ovviamente, viste le ben note difficoltà di budget e l'oramai scarso potere contrattuale del Pescara. Con l'aggravante che oggi i biancazzurri sono ultimi e con un organico inadeguato per tentare almeno la rincorsa alla zona playout, anche perchè tutte le altre presunte dirette concorrenti si sono già rinforzate, vedi Bari, Sampdoria e Spezia. Il Pescara no, a dispetto delle disperate richieste fatte prima di Natale da mister Gorgone ("ci servono giocatori già pronti, preferibilmente prima della ripresa del campionato") e delle roboanti promesse dello stesso presidente ("arriveranno 4/5 giocatori utili, già la prima settimana del nuovo anno"), non solo non è arrivato nemmeno un magazziniere, ma per ora il Pescara ha intavolato concretamente solo trattative a vendere. Già via Squizzato, certo poco efficace finora in riva all'Adriatico però ceduto ad una diretta concorrente come l'Entella, quasi sull'uscio Meazzi, Dagasso e Merola e sarebbe già uscito pure Letizia, cui il Ravenna aveva fatto un'offerta irrinunciabile data l'età. Il Pescara lo avrebbe tranquillamente lasciato andare, ma l'esperto difensore ha mostrato un raro attaccamento alla maglia ed alla parola data ai tifosi: "resto a Pescara, voglio dare una mano per la salvezza". Chapeau, magari la società dimostrasse coi fatti non a parole, di crederci altrettanto. Per ora Sebastiani più che un paladino della B a tutti i costi è apparso (nei fatti) più un liquidatore fallimentare, cioè uno che cerca di vendere il vendibile perchè oramai la frittata è fatta. Speriamo vivamente che ci smentisca, ma già il fatto che non abbia ancora rispedito al mittente l'unico giocatore che oggettivamente non ha più senso tenere, cioè Tsadjout, ci fa pensare male. A Cremona non vorrebbero riprenderlo, pare, tanto da essere disposti a contribuire per rimetterlo in piedi, magari a marzo quando non ci sarà più nulla in palio. Le trattative in entrata? Solo voci, spesso sfumate sul nascere e più legate a contropartite per le cessioni, come fu con Graziani (Roma) per Arena. I soliti Moncini, Ladadula e Corona che da mesi la stampa locale ripropone, sono fuori portata e lo è perfino Barba che gioca in Indonesia e farebbe carte false per tornare sui campi di casa. "Abbiamo la lista piena, dovrà uscire qualcuno e poi gli attaccanti bravi sono difficili da prendere", comincia a difendersi Sebastiani, organizzando l'alibi all'immobilismo di mercato. Peccato che lui stesso aveva appunto dichiarato che avrebbe messo a disposizione 4/5 giocatori al mister prima della delicatissima e quasi proibitiva sfida sul campo della Juve Stabia (un vero fortino, in cui mai i campani hanno perso), peccato che le altre dirette concorrenti abbiano tutte già piazzato colpi utili per ripartire con slancio. Ci ripetiamo, speriamo che Sebastiani e il ds Foggia ci smentiscano, saremmo felici di scusarci e di cospargerci il capo di cenere. I tifosi hanno confermato la loro fede incrollabile, saranno almeno in 500 a seguire la trasferta, ma i padroni del vapore, loro...ci credono veramente alla salvezza?

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 09 gennaio 2026 alle 10:25 / Fonte: di Andrea Genito
Autore: Andrea Genito
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