Ha ragione da vendere mister Gorgone (mamma mia che differenza dalle conferenze stampa soporifere di Vivarini!): "se fossimo il Barcellona, chi se ne importa, tanto avremmo tante opportunità lo stesso e si vince 3-0. Ma siamo il Pescara e se ci spegni il Var quando ci sono episodi dalla nostra parte e lo accendi per cercare a tutti i costi le decisioni opposte, allora è dura". Sarà vero che in un campionato sfortuna e torti poi si compensano e nessuno nega che il Pescara sia tecnicamente inferiore a gran parte delle concorrenti, ma se solo avessero applicato equità nelle decisioni arbitrali la classifica sarebbe ben diversa. Non ci riferiamo solo agli 8 rigori fischiati contro, alcuni dei quali assolutamente opinabili (vedi Modena e quello con la Juve Stabia, ma non solo) e allo zero assoluto nella casella penalty a favore, unica squadra a secco in B. Piuttosto ci viene da pensare male sull'utilizzo del famigerato Var, che dovrebbe fare chiarezza nei casi dubbi o richiamare l'arbitro quando gli sfugge qualcosa di importante. Per una volta concordiamo con il presidente Sebastiani: troppo spesso finora si è voluto andare al review quando era il Pescara ad avere un potenziale rigore (sempre Modena, Avellino, Frosinone, Spezia), cancellando falli pure abbastanza netti o annullando un gol come quello di Meazzi col Padova che 99/100 viene convalidato perchè la palla sarebbe entrata ugualmente, senza rivederlo da ogni angolazione per 5 minuti, come è stato fatto. Mentre, solo per restare alle ultime gare, contro Bari, Spezia e Juve Stabia non si è ritenuto di mettere in dubbio la decisione arbitrale. Ad esempio il fallo di mano di Correia sul pareggio al Menti è decisivo per aggiustarsi il pallone, per lo meno quanto il fallo di mano di Olzer pescato nel mucchio selvaggio sul corner che ha portato al rigore del sorpasso. Anzi, se anche per questione di visuale al direttore di gara potrebbe essere sfuggito il gesto del giocatore campano (strano, però, vista la dinamica), in alto in sala Var il cambio di direzione del pallone non può essere stato ignorato tanto da non volerlo rivedere. Anzi di solito dopo gol simili e dalla dinamica non chiara lo si fa di default, ad esempio nella stessa gara di sabato è stato così per il gol di Olzer, nel primo tempo. Niente da fare, il Pescara evidentemente non ha gran peso in Federazione, anche se non arriviamo a credere nella premeditazione. Però certamente sfavorire l'ultima in classifica, già data in C da tutti gli addetti ai lavori, non deve apparire un danno poi così grave. Vediamo. appunto, se andando avanti il Pescara si vedrà ritornare un maggiore credito, recuperando quei 6/7 punti in più che avrebbe meritato sul campo, nonostante i suoi chiari limiti tecnici. Siamo certi che questa rabbia per le palesi ingiustizie si potrà trasformare in grande motivazione, perchè la squadra non si è affatto arresa o rassegnata. Questa voglia, confermata dai giocatori anche nelle interviste, non dovrà però essere spenta dalla società, smantellando quanto di buono sta costruendo Giorgio Gorgone con cessioni per fare cassa non compensate adeguatamente. Oltre a lamentarsi con diritto per i torti arbitrali, Sebastiani dovrà soprattutto supportare le residue speranze di salvezza con gesti concreti. Allora sì che, Var o non Var, il Pescara potrà dimostrare che in questa B può anche starci.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 11 gennaio 2026 alle 09:17 / Fonte: di Andrea Genito
Autore: Andrea Genito
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