Arrivati al giro di boa della regular season, la situazione del Pescara è tanto chiara nei numeri quanto ambigua nelle prospettive. La classifica dice ultimo posto, con appena due vittorie all’attivo, nove sconfitte e una difesa che ha già incassato 37 gol, la più perforata dell’intera categoria. Dati che, letti così, sembrerebbero raccontare una stagione già compromessa.

Eppure, il contesto suggerisce altro.

Una classifica che lascia tutto aperto

Nonostante statistiche da brivido, il Pescara è ancora pienamente in corsa per la salvezza diretta. Il motivo è semplice: la classifica è cortissima. Le distanze tra le squadre coinvolte nella zona bassa sono ridotte, e bastano pochi risultati utili consecutivi per cambiare radicalmente volto alla graduatoria.

In un campionato così livellato, il confine tra affondare e riemergere è sottile. Ed è proprio su questo equilibrio precario che si gioca il destino dei biancazzurri.

Con Gorgone il miglior Pescara della stagione

C’è poi un altro elemento che rende il quadro meno cupo: le prestazioni. Nelle sette gare sotto la guida di Giorgio Gorgone, il Pescara ha probabilmente espresso il miglior calcio della sua stagione. Maggiore ordine, un’identità tattica più chiara e una squadra che, almeno sul piano del gioco, ha mostrato segnali di crescita evidenti.

Il problema, però, è che a questo miglioramento non ha corrisposto un adeguato ritorno in termini di punti.

Sei punti su ventuno: un dato che pesa

Se si guarda al bottino raccolto, il bilancio resta preoccupante: appena 6 punti sui 21 disponibili. Troppo poco per una squadra che deve rincorrere, e soprattutto troppo poco per pensare di salvarsi senza cambiare passo.

È un dato che non può essere nascosto né minimizzato. Perché se è vero che il Pescara gioca meglio, è altrettanto vero che continua a pagare errori strutturali, fragilità difensive e una difficoltà cronica nel chiudere le partite quando ne avrebbe l’occasione.

Il tempo delle analisi sta finendo

La seconda metà di stagione non permetterà più troppe giustificazioni. Le prestazioni positive sono una base, ma da sole non bastano. Servono risultati, servono punti, servono partite vinte, anche sporche, anche sofferte.

La classifica corta è un’alleata solo se si ha la forza di sfruttarla. Altrimenti rischia di trasformarsi in un’illusione.

Tutto è ancora possibile, ma serve una svolta

Il Pescara è ultimo, sì. Ma non è fuori dai giochi. La salvezza diretta è ancora lì, a portata di mano, nascosta dietro pochi turni giocati nel modo giusto. La strada, però, è stretta e non ammette più passi falsi.

Il messaggio che arriva dal campo è chiaro: il potenziale per giocarsela c’è. Ora resta da capire se questo Pescara saprà finalmente trasformare il “meritare” in “ottenere”. Perché, da qui in avanti, sarà l’unica cosa che conterà davvero.

Sezione: News / Data: Lun 12 gennaio 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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