È tempo di bilanci in casa Pescara, con lo sguardo diviso tra ciò che dice la classifica e ciò che racconta il campo. Con la chiusura della prima metà di regular season, i biancazzurri si trovano ancora a leggere la “targa” di tutte le altre 19 squadre di Serie B, occupando l’ultimo posto che equivale alla retrocessione diretta.

Una posizione che pesa, inevitabilmente, come un macigno.

I numeri che fanno paura

I dati del girone d’andata sono impietosi: appena due vittorie in 19 partite, nove sconfitte e una difesa che ha incassato 37 gol, la più perforata dell’intero campionato. Il bottino complessivo parla di soli 14 punti, cifre che spiegano senza appello la situazione di classifica e alimentano le preoccupazioni dell’ambiente.

Numeri da brivido, che fotografano una prima parte di stagione estremamente complicata, segnata da fragilità strutturali e da episodi spesso sfavorevoli.

Ultimi, ma non rassegnati

Eppure, fermarsi ai numeri rischia di restituire un’immagine incompleta. Da diverse settimane, infatti, il Pescara ha iniziato a mostrare segnali di crescita evidenti. Le prestazioni sono diventate più solide, l’atteggiamento più coraggioso, la squadra più compatta e reattiva, anche contro avversari di livello superiore.

Il campo, insomma, racconta una storia leggermente diversa rispetto alla classifica.

Segnali di vitalità che fanno sperare

Pur senza raccogliere quanto meritato in termini di punti, i biancazzurri hanno dato l’impressione di essere vivi, presenti, mai realmente rassegnati. La squadra lotta, costruisce, crea occasioni e resta in partita più a lungo rispetto alle prime uscite stagionali. Dettagli che, in un campionato lungo e logorante come la Serie B, possono fare la differenza alla distanza.

È da qui che nasce una speranza concreta: quella di potersi giocare la salvezza fino in fondo.

Il girone di ritorno come nuova stagione

Ora il calendario si azzera e il girone di ritorno diventa, di fatto, un nuovo campionato. Il Pescara sa di non potersi permettere altri passaggi a vuoto, ma sa anche che il margine per recuperare esiste, soprattutto in una classifica che, al netto delle posizioni di vertice, resta relativamente corta.

Molto passerà dal mercato, chiamato a correggere le lacune più evidenti, ma altrettanto dipenderà dalla capacità di trasformare le buone prestazioni in punti pesanti.

Tra realismo e fiducia

La situazione resta difficile, nessuno lo nasconde. Ma non è disperata. Il Pescara chiude il girone d’andata all’ultimo posto, sì, ma con una squadra che ha finalmente iniziato a mostrare un’identità e una reazione.

E quando questo accade, anche i numeri più duri possono smettere di essere una condanna definitiva e trasformarsi in un punto di partenza.

Sezione: News / Data: Mar 13 gennaio 2026 alle 14:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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