L’assenza di Merola riapre il confronto su quale struttura offensiva possa valorizzare meglio il Pescara. Il dibattito tra 4-3-3 e 4-2-3-1 è comprensibile, ma la scelta deve partire dalle funzioni richieste ai giocatori disponibili.

Cambiare disposizione può aiutare solo se rende più chiari movimenti, collegamenti e coperture.

Il 4-3-3 richiede sostegno alla punta e tempi negli inserimenti

Con tre centrocampisti, il Pescara può cercare appoggi in zone diverse e accompagnare l’attacco attraverso le mezze ali.

La punta, però, deve ricevere sostegno. Se gli esterni rimangono lontani e nessuno si avvicina centralmente, il centravanti rischia di avere poche possibilità di collaborazione.

Il funzionamento dipende quindi dai movimenti durante il possesso: chi viene incontro, chi attacca lo spazio e chi rimane a protezione.

La disposizione iniziale offre una struttura, ma non produce da sola le occasioni.

Il 4-2-3-1 può avvicinare un compagno al centravanti

La presenza di un giocatore alle spalle della punta può facilitare alcune combinazioni e aumentare l’occupazione degli spazi centrali.

Occorre però evitare che i due centrocampisti rimangano esposti quando l’azione si interrompe. Gli esterni devono partecipare e le distanze tra i reparti devono restare contenute.

Per Buscè, la scelta dovrebbe nascere dall’incrocio tra caratteristiche dei disponibili e problemi posti dall’avversario.

Il Pescara non deve trovare una formula valida in astratto. Deve scegliere una struttura che permetta ai suoi giocatori di riconoscere rapidamente cosa fare, con e senza il pallone.

Sezione: News / Data: Mer 28 ottobre 2026 alle 16:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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