Non cambiamo una virgola di quello che abbiamo scritto: difendere il proprio lavoro è legittimo, trasformare la critica in una questione di rispetto ed educazione ci era piaciuto molto meno. Ma avevamo chiuso quell'articolo con un concetto altrettanto chiaro: il modo migliore per rispondere è il campo. Cinque giorni dopo Buscè ha messo insieme sei punti, e il secondo successo è arrivato a Perugia dopo essere andati sotto praticamente al primo pallone. Sarebbe incoerente non riconoscerlo.

Domenica sera avevamo scritto un titolo molto semplice: “Buscè, hai vinto. Ma quelle parole non ci sono piaciute.”

Oggi potremmo quasi rovesciarlo.Buscè, quelle parole continuano a non piacerci. Ma queste due vittorie sì. Eccome.

Perché una cosa non deve necessariamente cancellare l'altra.Non abbiamo cambiato idea sullo sfogo successivo al 2-0 contro l'Ostiamare. Il tecnico aveva parlato di rispetto, educazione e critiche eccessive, difendendo con grande veemenza il proprio lavoro e quello della squadra. Era arrivato perfino a lasciare la postazione delle interviste senza affrontare il normale confronto con le domande. A noi quel modo di rispondere non era piaciuto.

E continua a non piacerci.Perché criticare una squadra o un allenatore non significa necessariamente offenderli. Perché chiedersi se il Pescara stesse rendendo secondo le aspettative era legittimo. E perché un professionista ha tutto il diritto di rispondere, anche duramente, ma dovrebbe sempre distinguere tra l'attacco personale e una valutazione tecnica negativa.Quella era la nostra opinione domenica.Lo è ancora oggi.

Ma proprio perché chiedevamo equilibrio a Buscè, dobbiamo averlo anche noi.E allora bisogna parlare di ciò che è successo dopo.

SEI PUNTI. E IL SECONDO VALE PIÙ DEL PRIMO

Contro l'Ostiamare il Pescara doveva vincere.

Lo aveva detto lo stesso Buscè alla vigilia, senza cercare scorciatoie. E il Pescara aveva vinto 2-0.

C'era stata l'espulsione di D'Andrea, certo. L'Ostiamare aveva giocato per oltre un'ora in inferiorità numerica e sarebbe stato assurdo ignorarlo. Ma anche in undici contro dieci bisogna segnare, gestire e portare la partita a casa. Il Pescara lo aveva fatto con D'Ausilio ed Erradi.

Quella vittoria aveva interrotto un momento complicato.

Ma serviva una conferma.

Perché una partita può essere un episodio. Due cominciano a diventare un'indicazione.E la conferma è arrivata a Perugia in condizioni completamente diverse.Questa volta il Pescara non ha avuto la partita dalla sua parte. Ha dovuto girarsela.Dopo meno di un minuto era già sotto.

Carriero aveva colpito praticamente alla prima occasione e il Curi aveva improvvisamente messo il Pescara davanti a uno di quei momenti nei quali, nelle settimane precedenti, troppe volte avevamo visto la squadra perdere certezze.

Non solo.Prima dell'intervallo Donati ha dovuto salvare sulla linea il pallone del possibile 2-0.E questo particolare non va dimenticato adesso che possiamo raccontare una bella rimonta.Perché quella partita avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa.

Non l'ha presa.

FORSE LA COSA PIÙ IMPORTANTE È PROPRIO QUESTA

Il Pescara non si è rotto.Può sembrare poco. Per questa squadra, forse, significa tantissimo.Ha preso un gol immediatamente. Ha rischiato il secondo. È arrivato all'intervallo sotto.Poi è tornato fuori e ha ribaltato la partita.E qui dobbiamo parlare proprio di Antonio Buscè.

Per settimane gli abbiamo rimproverato alcune letture tardive. Gli abbiamo chiesto di scegliere. Gli abbiamo chiesto di intervenire sulle partite prima che fossero le partite a decidere per lui.A Perugia lo ha fatto.All'intervallo fuori Meazzi e dentro Merola.Non al settantesimo.Non quando mancavano dieci minuti.

All'intervallo.E Merola ha devastato la partita.Prima il pareggio. Poi il rigore del sorpasso.In pochissimi minuti il Pescara è passato dall'1-0 all'1-2.

I gol appartengono a Merola. Il rigore nasce dall'iniziativa di Erradi. Il salvataggio che aveva tenuto in vita il Pescara porta il nome di Donati.

Ma sarebbe intellettualmente disonesto fermarsi qui.La scelta di Merola porta il nome di Buscè.Ed è esattamente questo che chiedevamo all'allenatore.

Incidere.

DOMENICA GLI AVEVAMO DETTO: RISPONDI SUL CAMPO

Nel nostro articolo dopo l'Ostiamare avevamo scritto una cosa molto precisa.Buscè aveva una possibilità bellissima: farci cambiare idea sul suo Pescara attraverso i risultati.Non sulle parole.

Sul campo.

È troppo presto per dire che ci sia riuscito definitivamente.Ma sarebbe altrettanto sbagliato far finta che nulla stia cambiando.Ostiamare: tre punti.

Perugia: altri tre.Sei punti in due partite.La prima vinta quando eri obbligato a vincere.La seconda ribaltata quando tutto aveva cominciato nel modo peggiore possibile.E soprattutto due partite completamente differenti.Contro l'Ostiamare il Pescara ha dovuto sfruttare una superiorità numerica.

A Perugia ha dovuto inseguire.Una squadra che vuole crescere deve imparare a vincere in entrambi i modi.

NON CANCELLIAMO IL PASSATO. MA NON USIAMOLO NEMMENO COME PRIGIONE

Il rischio, adesso, sarebbe cadere nell'errore opposto.

Due vittorie non trasformano improvvisamente tutto ciò che avevamo visto nelle settimane precedenti in un gigantesco equivoco.

Le difficoltà ci sono state.I punti persi ci sono stati.Le partite nelle quali il Pescara aveva prodotto meno di quanto ci aspettassimo ci sono state.

Le domande su Buscè erano legittime.E restano ancora alcuni interrogativi.Ma una critica seria deve avere una caratteristica fondamentale: deve sapersi aggiornare.

Altrimenti non è più un'analisi.Diventa una posizione ideologica.Se abbiamo chiesto risultati e arrivano, dobbiamo riconoscerli.Se abbiamo chiesto all'allenatore di incidere con le sostituzioni e a Perugia una sostituzione cambia completamente la partita, dobbiamo riconoscerlo.

Se abbiamo chiesto carattere e il Pescara vince al Curi dopo essere andato sotto praticamente al primo pallone, dobbiamo riconoscerlo.

Non significa dimenticare.Significa guardare ciò che succede.E ADESSO C'È UN'ALTRA DOMANDA

Forse è persino più interessante di quelle che facevamo qualche settimana fa.Questo Pescara sta finalmente diventando la squadra di Buscè?

Non abbiamo ancora la risposta.Ma almeno oggi abbiamo qualche elemento in più per cercarla.Erradi sta assumendo un peso diverso.

D'Ausilio continua a essere importante.Parigi dà riferimenti.

Fiorillo ha portato esperienza e sicurezza.

Merola è tornato e a Perugia ha ricordato in pochi minuti quanto possa cambiare il potenziale offensivo della squadra.

E soprattutto sembra esserci qualcosa che fino a poche settimane fa faticavamo a vedere: la capacità di attraversare un momento negativo della partita senza necessariamente farsene travolgere.

Questo, molto più di qualsiasi statistica mostrata davanti a una telecamera, sarebbe il dato capace di convincerci.

BUSCÈ, CONTINUA COSÌ. È LA RISPOSTA MIGLIORE

Domenica il tecnico aveva scelto le parole.

E quelle parole non ci erano piaciute.

Oggi possiamo dirgli una cosa molto semplice.

Antonio, continua a risponderci così.

Con Merola messo dentro al momento giusto.

Con una squadra che prende un gol dopo pochi secondi e non muore.

Con sei punti in due partite.

Con un Pescara che dopo essere stato criticato non pretende di dimostrare di avere ragione attraverso le statistiche, ma prova a farlo attraverso il risultato.

Perché su questo terreno non esiste polemica.

Non esiste giornalista.

Non esiste tifoso.

Non esiste conferenza stampa.

Esiste soltanto il campo.

E se il campo continuerà a dare ragione a Buscè, noi non avremo alcun problema a scriverlo.

Anzi.

Saremo contentissimi di aver avuto dei dubbi e di vederli cancellati uno dopo l'altro.

Le parole di domenica non ci sono piaciute.

Non le ritiriamo e non facciamo finta di non averle sentite.

Ma cinque giorni dopo dobbiamo aggiungere un'altra frase.

Buscè, questa volta la risposta ci è piaciuta.

E molto.

Adesso arriva la parte più difficile.

Non vincerne due.

Continuare a vincere.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 00:16
Antonio Iannucci
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Antonio Iannucci
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Antonio Iannucci coordinatore di cyber security presso Soc Eni insegnante cyber security presso accademy e master..scrivo canzoni libri per cazzeggio e fra un parto mi parte una radio online...