Se l'obiettivo era quello di far parlare del Pescara, al di là della sua classifica deficitaria e deludente, non si può dire che non sia stato centrato. Già il pesante monologo di mister Buscè ai microfoni di Rete 8 aveva fatto notizia ed era girato parecchio pure nei social, poi c'è stata la presa di posizione ufficiale della USSI, ossia il sindacato della stampa sportiva italiana, che aveva annunciato che, in mancanza di scuse e chiarimenti per le critiche mosse ai giornalisti, nessun giornalista avrebbe partecipato alla rituale conferenza stampa pre partita di ieri. E così è stato, infatti il video delle dichiarazioni prima della partenza per Perugia, dove si giocherà stasera l'anticipo dell'11ma giornata, è stato pubblicato solo dal sito della Pescara Calcio. Eh sì, perchè a fare le domande c'era solamente l'addetta stampa Federica Rogato e mister Buscè, dobbiamo riconoscerglielo, con aplomb inglese, parlava di fronte al nulla. In sala non c'era nessun inviato, nessuna telecamera di qualsivoglia testata locale, ma neppure di qualche rotocalco scolastico. Nulla, si è rivolto ad una platea virtuale, quasi fosse stato Mattarella nel discorso natalizio e l'addetta stampa ovviamente si è ben guardata dall'inquadrare le seggioline vuote. Uno scenario surreale e, permetteteci, ridicolo nel quale il tecnico si è assunto ogni responsabilità delle precedenti dichiarazioni senza ritrattare alcunchè, anzi stigmatizzando l'eccessiva permalosità dei giornalisti attaccati. C'è stato spazio anche per le solite, scontate anticipazioni sulla gara ("abbiamo lavorato bene, ho fiducia, i ragazzi ci credono", etc etc) che poi è il refrain di tutta la stagione, basterebbe fare copia e incolla per questo. Naturalmente questo teatrino ha fatto il giro dei media (Rai e Mediaset compresi) e i commenti degli addetti ai lavori non sono stati lusinghieri verso la gestione del caso. Mentre sui social i tifosi si sono equamente divisi tra pro e contro Buscè, sottolineando però tutti che uno sciopero vero andrebbe fatto verso una società che da anni disattende promesse e aspettative della piazza. E qui veniamo al vero punto della questione, che non è stabilire se Buscè avesse più o meno ragione nel ribattere alle legittime critiche, sventolando statistiche che metterebbero il Pescara tra i top team europei e non è neppure stabilire se avesse diritto o meno di usare quei toni zittendo il cronista che lo intervistava. No, il vero bubbone è stata la latitanza completa da parte della dirigenza, Sebastiani e Foggia in primis, che hanno lasciato solo il loro tesserato ad affrontare la gogna e le sue conseguenze. Nessuna presa di posizione, come sarebbe stato lecito attendersi, nè per sostenere Buscè e ribadire la fiducia nel suo operato, facendo quindi sentire il sostegno della società e respingendo al mittente gli attacchi di non avere dato identità alla squadra e di non essere in grado di reggere la pressione delle aspettative di vertice, ma tantomeno un intervento pacificatore con tanto di scuse (per i toni almeno) o una presa di distanza. Niente, Buscè è rimasto solo, a differenza ad esempio di quanto accadde due anni fa con un altrettanto pesante alterco tra mister Baldini e lo stesso cronista. In quel caso il tecnico fu intelligente e tempestivo da scusarsi e la società lo rimproverò bonariamente, ricucendo subito lo strappo, tanto che poi (col conforto dei risultati) la stampa portò in trionfo Baldini e la Pescata calcio. Viene da pensare, perchè non crediamo che i dirigenti in questione siano così sprovveduti e ciechi da non rendersi conto della figuraccia ufficiale: o speravano che la questione si sgonfiasse da sola oppure hanno già votato al martirio, come capro espiatorio, lo stesso tecnico, come fecero con Vivarini. In pratica lo hanno scaricato, non ufficialmente ma nella forma, e se non arrivassero risultati confortanti sono pronti ad immolarlo per giusta causa, attribuendogli la colpa di non aver ripagato la loro fiducia. La classifica è chiara, il primo posto è irraggiungibile per questo Pescara e, come noi per primi avevamo predetto, il massimo obiettivo potrà essere un quinto/sesto posto, però magari due o tre vittorie di seguito, ad iniziare dalla difficile trasferta di oggi, potrebbero corroborare la posizione di Buscè e, lentamente, far scemare le polemiche ed il conflitto mediatico. Altrimenti secondo noi prevarrà la seconda, cinica, ipotesi: non può essere una vittoria in superiorità numerica contro una neopromossa infatti a far mutare l'opinione generale sullo spessore di questa Ferrari a tre cilindri.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 12:34 / Fonte: di Andrea Genito
Andrea Genito
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Andrea Genito
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Andrea Genito 60 anni suonati pure male, giornalista pubblicista dal 1997, ex di tante cose tra cui addetto stampa Bassano calcio, presidente Futsal San Vito e radiocronista Vicenza calcio ai tempi di Guidolin. Oggi semplicemente impiegato amministrativo.