All’83’ il Pescara è avanti di un gol. Antonio Buscè richiama Guccione e manda in campo Altare. Sei minuti dopo, Borghini trova la rete che permette al Guidonia Montecelio di uscire dall’Adriatico con l’1-1.

La successione degli episodi porta inevitabilmente quella sostituzione al centro del dibattito. Il cambio Guccione-Altare ha aiutato il Pescara a proteggersi oppure gli ha tolto una possibilità di controllare il pallone?

È una domanda legittima. La vicinanza tra la scelta e il pareggio, però, non basta a dimostrare un rapporto diretto di causa ed effetto. Per valutare la decisione bisogna interrogarsi su ciò che la squadra doveva fare negli ultimi minuti e sugli strumenti necessari per riuscirci.

La scelta di Buscè e il problema del controllo

Sostituire un centrocampista con un difensore mentre si è in vantaggio può rispondere all’esigenza di aumentare la protezione della propria area.

Questa è una possibile lettura della scelta, non una spiegazione ufficiale delle intenzioni dell’allenatore. Per comprenderla completamente servirebbe considerare anche le condizioni dei giocatori e le indicazioni impartite dalla panchina.

Sul piano tattico, il tema resta chiaro: aggiungere presenza difensiva comporta una modifica negli equilibri.

La squadra deve sapere chi esce sul portatore, chi protegge la zona centrale e chi offre una soluzione quando il pallone viene recuperato. Senza questi collegamenti, il numero dei difensori da solo non garantisce maggiore sicurezza.

Togliere Guccione apre una questione sul possesso

L’uscita di Guccione invita a riflettere sulla capacità del Pescara di conservare il pallone.

Negli ultimi minuti, un appoggio disponibile può permettere di respirare, guadagnare campo e costringere l’avversario a ricominciare la pressione. Anche un possesso semplice, gestito senza rischi eccessivi, può contribuire alla difesa del risultato.

Questo non significa che lasciare Guccione in campo avrebbe assicurato la vittoria. Significa riconoscere che proteggere un vantaggio richiede anche la possibilità di gestire le riconquiste.

Se mancano le uscite, ogni pallone recuperato rischia di tornare rapidamente agli avversari. È uno degli aspetti da verificare nell’analisi del finale, senza attribuirlo automaticamente a una singola sostituzione.

Il Pescara ha avuto ancora la possibilità di raddoppiare

Dopo il cambio, i biancazzurri hanno costruito l’occasione nella quale Merola, servito da Parigi, ha trovato la risposta di Drago.

Questo episodio rende meno convincente una lettura secondo cui la sostituzione avrebbe cancellato ogni possibilità offensiva. Il Pescara ha avuto ancora l’opportunità di segnare.

Allo stesso tempo, la chance mancata non esaurisce il discorso sulla gestione. Anche senza il raddoppio, restavano da difendere il vantaggio e gli spazi.

Le due situazioni devono essere analizzate insieme: la squadra è riuscita a creare un’occasione importante, ma non ha impedito al Guidonia di trovare successivamente quella del pareggio.

La rete di Borghini va studiata nell’intera sequenza

Il gol dell’1-1 arriva attraverso lo sviluppo che coinvolge Vertainen e Sannipoli, prima della conclusione di Borghini.

L’analisi deve partire da lì: come viene contrastata l’azione, quali movimenti avversari vengono seguiti e in che modo si protegge la zona della conclusione.

Fermarsi al nome del giocatore entrato o uscito non aiuta a individuare tutti i passaggi. Una sostituzione modifica le risorse disponibili; sono poi posizionamenti, letture e interventi a determinare come quelle risorse vengono utilizzate.

Per questo Altare non può diventare il simbolo automatico di una scelta sbagliata, così come il cambio non può essere sottratto alla discussione soltanto perché aveva una possibile logica prudente.

A Buscè serve una gestione più riconoscibile dei finali

Il pareggio lascia al Pescara un compito concreto: rendere più chiaro il comportamento della squadra quando deve amministrare un margine minimo.

Servono riferimenti condivisi dopo ogni sostituzione, equilibrio tra protezione e possibilità di ripartire, lucidità nelle decisioni.

Il giudizio su Buscè passa anche dalla capacità di far funzionare questi adattamenti. Non esiste una soluzione universale: in alcune partite serve maggiore copertura, in altre può essere decisivo conservare qualità nella circolazione.

Il cambio Guccione-Altare merita un’analisi, ma il problema da risolvere è collettivo: il Pescara deve saper trasformare le scelte del finale in una gestione efficace del vantaggio.

Sezione: News / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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