Il Pescara aveva trovato il gol necessario per cambiare la serata. Non è riuscito a trasformarlo nella vittoria che avrebbe dato un significato diverso alla partita contro il Guidonia Montecelio.

Il vantaggio di Giacomo Parigi al 78’, arrivato su un cross di Motta, aveva aperto la strada ai tre punti. La risposta di Diego Borghini all’89’ ha invece fissato il risultato sull’1-1, lasciando ai biancazzurri il rimpianto di un’occasione sfumata proprio quando il traguardo sembrava vicino.

Il pareggio tra Pescara e Guidonia impone una riflessione precisa: trovare il vantaggio è fondamentale, ma saperlo amministrare fa parte della stessa partita.

Il gol di Parigi aveva creato l’occasione giusta

La rete del centravanti aveva premiato il tentativo del Pescara di cercare maggiore incisività nella ripresa. Un pallone arrivato dalla sinistra, un movimento dentro l’area e una conclusione efficace avevano finalmente sbloccato il risultato.

Da quel momento, però, serviva interpretare una situazione nuova. Il Guidonia doveva cercare il pareggio, mentre il Delfino poteva scegliere come utilizzare gli spazi e gestire il possesso.

Proteggere un vantaggio non significa limitarsi ad arretrare. Significa anche offrire soluzioni al compagno con il pallone, evitare di restituirlo facilmente e mantenere ordine quando l’avversario aumenta la pressione.

È su questi aspetti che il finale lascia interrogativi.

Il raddoppio mancato pesa, ma non spiega tutto

Prima del pareggio, Merola ha avuto l’opportunità di segnare il secondo gol, trovando la risposta di Drago. Una situazione che avrebbe potuto dare al Pescara un margine molto più rassicurante.

Quell’occasione pesa nel racconto della partita, ma non può diventare l’unica spiegazione del risultato.

Una squadra deve saper conservare anche l’1-0. Non tutte le opportunità vengono trasformate e non sempre è possibile chiudere una gara prima degli ultimi minuti. Per questo la precisione offensiva e l’attenzione difensiva devono procedere insieme.

Dopo una chance fallita, la priorità è tornare immediatamente dentro l’azione successiva. Il rimpianto non deve sottrarre lucidità.

Il pareggio del Guidonia e la gestione degli ultimi metri

La rete di Borghini nasce da un’azione sviluppata attraverso Vertainen e Sannipoli, prima della conclusione del difensore ospite. Il Guidonia è riuscito a portare il pallone in una zona pericolosa e a trovare il giocatore capace di finalizzare.

Per il Pescara, l’analisi deve concentrarsi sull’intera sequenza: la pressione iniziale, la protezione degli spazi e la capacità di seguire chi si inserisce.

Fermarsi all’ultimo intervento rischia di nascondere ciò che accade prima. Quando un avversario riceve dentro l’area con la possibilità di concludere, bisogna capire come si sia creata quella situazione e quali coperture siano venute meno.

È un lavoro collettivo, che coinvolge anche chi si trova davanti alla linea difensiva.

Buscè deve trovare un equilibrio tra possesso e protezione

Il finale riapre una questione tattica: come può il Pescara difendere meglio un risultato favorevole?

La risposta non dipende soltanto dal numero di difensori in campo. Conta la capacità della squadra di muoversi insieme, tenere distanze utili e conservare un’uscita quando recupera il pallone.

Se ogni riconquista si trasforma immediatamente in un nuovo possesso avversario, la pressione aumenta. Se invece il pallone viene gestito con appoggi semplici e movimenti coordinati, anche pochi secondi possono aiutare a recuperare ordine.

La sfida di Buscè è rendere queste scelte più riconoscibili, soprattutto quando stanchezza e tensione riducono il tempo per decidere.

La svolta passa anche dalle vittorie di misura

L’1-1 con il Guidonia lascia un punto, ma soprattutto un compito preciso. Il Pescara deve migliorare la propria affidabilità nelle fasi in cui una partita sembra indirizzata senza essere ancora conclusa.

Servono concretezza davanti alla porta, attenzione alle seconde palle e maggiore controllo delle situazioni. Sono dettagli che diventano decisivi quando il margine è minimo.

La vera risposta alla beffa dell’89’ sarà riuscire a portare fino in fondo il prossimo vantaggio. Perché una squadra cresce anche così: imparando a vincere le partite che restano in bilico fino all’ultimo minuto.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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