Uscire indenni da Castellammare di Stabia non è semplice per nessuno. Farlo con il rimpianto di aver meritato qualcosa in più lo è ancora meno. Contro una Juve Stabia imbattuta tra le mura amiche e capace di costruire allo Stadio Romeo Menti ben 20 dei 27 punti complessivi in classifica, il Pescara di Giorgio Gorgone ha offerto una prova di spessore, fatta di personalità, organizzazione e qualità di gioco.
Eppure, il risultato finale racconta una storia diversa, lasciando spazio a rimpianti difficili da digerire.
Una prova matura su un campo difficilissimo
Il Pescara ha affrontato la gara senza timori reverenziali, tenendo testa a una squadra solida e cinica come quella stabiese. Il possesso palla, la capacità di uscire puliti dalla pressione e la gestione dei momenti chiave della partita hanno restituito l’immagine di una squadra ben preparata, consapevole dei propri mezzi.
Nonostante il contesto ostile e il valore dell’avversario, gli abruzzesi hanno creato le occasioni migliori, dando spesso la sensazione di poter indirizzare il match dalla propria parte.
Occasioni sprecate e partite che non si chiudono
Ed è qui che nasce il primo grande rammarico. Il Pescara ha avuto le opportunità per chiudere la gara, o quantomeno per metterla su binari più favorevoli. La mancanza di cinismo sotto porta, però, ha finito per pesare come un macigno.
In partite di questo livello, soprattutto in trasferta, non sfruttare le occasioni significa esporsi a episodi contrari. Ed è esattamente ciò che è accaduto.
Arbitraggio sotto accusa e Var nel mirino
A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate decisioni arbitrali che hanno lasciato più di un dubbio. La direzione di gara di Marco Piccinini, supportato al Var da Davide Ghersini e Antonio Giua, è finita inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento.
Alcuni episodi chiave, valutati in modo discutibile, hanno contribuito a spezzare l’equilibrio della gara e ad alimentare la sensazione di un Pescara penalizzato oltre i propri demeriti. Decisioni che, senza nulla togliere ai meriti dell’avversario, hanno inciso sull’andamento del match.
Rammarico sì, ma anche consapevolezza
Il rischio, in serate come questa, è quello di concentrarsi esclusivamente sugli episodi. Ma il Pescara deve anche guardare a ciò che resta: una prestazione di alto livello su uno dei campi più difficili del campionato.
La squadra di Gorgone ha dimostrato di potersela giocare con chiunque, ma anche che il salto di qualità passa dalla capacità di essere spietata quando se ne presenta l’occasione. Perché affidarsi solo al bel gioco, senza concretezza, espone sempre a beffe dolorose.
Una lezione da trasformare in crescita
Da Castellammare di Stabia il Pescara torna senza il bottino che avrebbe meritato, ma con indicazioni importanti. La strada è quella giusta, la competitività c’è. Ora serve completare l’opera: imparare a chiudere le partite e ridurre al minimo il peso degli episodi.
Perché su campi come il Menti, se lasci aperta la porta, prima o poi qualcuno entra.
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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