"Avevo saputo dal mister che avrei giocato già dopo l'allenamento del giovedì, perché Zampano aveva accusato dolore al ginocchio. Ho vissuto la vigilia senza particolari preoccupazioni, mi sono preparato come ho sempre fatto per le partite della Primavera. Certo, entrare in campo ad Avellino è stato molto emozionante, ma dopo pochi minuti era tutto passato", racconta il quasi diciottenne cresciuto nell'Internazionale Durini e da quattro anni passato al Delfino. "Ho avuto Iervese agli Allievi, poi Oddo, Ruscitti e Cammarata in Primavera. Tutti sono stati allenatori fantastici per la mia crescita, ognuno mi ha dato qualcosa in questi anni", prosegue Ventola, che sta facendo incorniciare la maglia del suo esordio nei professionisti.

Nato mezzala, ma diventato terzino sinistro con Iervese quattro anni fa. Una metamorfosi tattica che ricorda quella fatta in passato da un concittadino illustre, un tale Fabio Grosso, centrocampista offensivo che Cosmi a Perugia tramutò in esterno sinistro. "Sarebbe un sogno ripercorrere una carriera come la sua. Io in futuro mi vedo più mezzala, ma in questo momento sto giocando esterno e do il massimo per farlo nel migliore dei modi. L'assist a Mitrita per il tre a uno? Sono molto contento, se fossi arrivato un po' in anticipo su quel pallone avrei potuto segnare io, ma è andata benissimo così", conclude Ventola.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 12 aprile 2016 alle 15:30 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
vedi letture