Dopo aver viaggiato in cabina di pilotaggio durante il volo di ritorno da Trapani, il presidente Sebastiani ha confermato di avere un brevetto eccellente per far decollare il suo Pescara. E' l'unico, nella storia dei presidenti del Delfino, riuscito nell'impresa di portare due volte in serie A il club biancazzurro. La massima serie, però, è un altro pianeta e bisogna subito adeguarsi. Prima di tutto alla famosa Lista dei 25 calciatori. Come funziona? I club devono avere obbligatoriamente 4 giocatori formati nel club (ovvero che tra i 15 e i 21 anni abbiamo giocato per almeno tre stagioni nella società) e 4 formati in Italia (cioè tesserati da club italiani per tre stagioni tra i 15 e i 21 anni). Illimitato l'impiego di giocatori Under 21, ovvero di quelli nati da gennaio '96 in poi. 
Un motivo in più per dare continuità al progetto tecnico, come chiede Oddo. "Abbiamo una grande ossatura di squadra quest'anno, conferma Sebastiani . Va mantenuta nei termini giusti. Sapete che qualcosa dovremo fare sul mercato perché il bilancio ce lo impone. Se la Roma deve vendere Pjanic, non si può pensare che da noi questo non accada. Insieme al tecnico e al direttore, cercheremo di fare un buon mercato, senza farci prendere dalla fretta e cercando di non anticipare i tempi e poi magari perdere delle occasioni nella parte finale del mercato. Ci sono le liste in serie A e tanti giocatori delle big negli ultimi giorni restano fuori e sono costretti a scendere in B. Dovremo essere intelligenti ad aspettare e a cogliere le occasioni buone. Il presidente ancora una volta ha saputo scacciare via critiche e cattiverie nei suoi confronti con i fatti. L'unica cosa che conta è avere una società che sa lavorare e sa programmare. Le cose belle non arrivano a caso e non sono frutto dell'improvvisazione. Il resto sono chiacchiere".

Due momenti sono impressi nella mente di Sebastiani il giorno dopo l'impresa realizzata a Trapani e la notte di festa. A Terni la svolta: "Siamo usciti sconfitti in una partita in cui abbiamo subito un solo tiro in porta. Eravamo un pugile suonato in quel momento. Lì ci siamo tutti guardati negli occhi e ci siamo detti che non potevamo essere quelli. E siamo ripartiti. Ad Avellino la partita che, credo, non dimenticherò: con tre '97 in difesa, una formazione rimaneggiatissima, abbiamo conquistato la vittoria che ci ha dato lo slancio per la volata".

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 11 giugno 2016 alle 10:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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