La partenza anticipata per Chiavari porta già nella giornata di giovedì il confronto tra il tecnico dei biancazzurri Massimo Oddo e la stampa. Prima della gara di sabato però il Pescara sosterrà la rifinitura domani, direttamente in Liguria. Tanti i temi toccati durante la conferenza stampa, tra i quali il futuro del tecnico, la valorizzazione dei giovani, la griglia play-off.

Quali sono le condizioni fisiche di Gialunca Lapadula?
“Sta bene. Parte con noi ed è tutto sotto controllo. Oggi si è allenato con noi, ha svolto la seduta tattica e poi ha continuato con il differenziato, ma sta bene. E' a disposizione”.

Per il resto i soliti?
“Rientra Cocco, Cappelluzzo ci raggiunge oggi in ritiro perchè era con la nazionale. Arriverà direttamente da Milano, gli abbiamo evitato di fare il viaggio di ritorno. Non abbiamo Verre ma rientrerà Benali (dopo la lunga squalifica di 4 giornate, ndr) e dovrebbe giocare dal primo minuto”.

Quanto è importante il rientro Benali in questo momento delicato per la caccia la terzo posto in classifica?
“E' molto importante perché rispetto all'ultima partita perdiamo un giocatore come Valerio. Benali per noi è importante perché è un giocatore che ha quasi sempre giocato, con grandi risultati. Speriamo abbia riposato così sarà più fresco e potrà correre di più. Ha sbagliato e ha pagato. Gli servirà sicuramente da lezione per il futuro, per lui come per tutti gli altri che possono apprendere da queste vicende spiacevoli che non sono da fare, soprattutto in questi momenti dove anche la mancanza di un giocatore può creare difficoltà”.

Buttando un occhio al calendario quante chance ha secondo lei il Pescara di centrare il terzo posto in classifica?
“Il calendario è tutto e niente. Non ci sono partite facile o difficili. Il campionato ci rivela che sabato dopo sabato partite scontate non ce ne sono, il Bari ha pareggiato in casa con il Modena. In questo momento la certezza è che abbiamo quattro partite, due in casa e due fuori, e noi dobbiamo raggiungere il maggior numero di partite possibili”.

Pensa che quella di Chiavari sarà la partita più difficile tra quelle che restano?
“E' difficile solo perchè è la prima che dobbiamo affrontare. Poi ce ne saranno altre sempre più difficili. Non dobbiamo farci influenzare dall'avversario ma dobbiamo badare a raccogliere il maggior numero di punti possibili, partita dopo partita, a prescindere dall'avversario, dal giocare in casa o dal giocare in trasferta”.

Il Trapani da questo punto di vista, giocando con più spensieratezza, può essere forse quella più temibile, vista la presenza di squadre costruite per vincere come Bari, Spezia o lo stesso Pescara?
“E' relativo perchè ormai sono lì e giustamente si giocano le loro chance, dovranno affrontare partite come tutti. E' un discorso relativo. In questo momento tutte hanno grandi chance per chiudere bene. Per le squadre che sono in alto il primo obiettivo è entrare nei play-off e il secondo è raggiungere la migliore posizione possibile. A prescindere da quale squadra essa sia ci sono più o meno pressioni, ma sono le stesse. Anche il Trapani è davanti di un punto e se vuole arrivare terzo deve fare il meglio possibile come il Bari, il Pescara e tutte le altre”.

Sorpreso dal cammino dell'Entella, squadra ripescata e adesso settima a quota 60 punti?
“Credo abbia fatto un campionato strepitoso perchè nessuno se l'aspettava. Hanno fatto risultati importanti, colti un paio di record con tante partite con risultati utili consecutivi. Se ci sono riusciti è perchè hanno valori importanti e quindi bisogna stare molto attenti. Ho letto in settimana che i play-off oramai sono assicurati, ma ho parlato con i ragazzi e ho detto che le cose non stanno così. Se dovessimo perdere contro l'Entella e le altre dovessero vincere, poi ci ritroveremo a giocare in casa il derby con il Lanciano, una squadra che sta facendo bene, che deve far punti ed è con l'acqua alla gola. Non è scritto nulla e dobbiamo continuare su questa squadra avendo il massimo rispetto per gli avversari che troveremo davanti e cercando di continuare a fare quanto di buono stiamo facendo”.

Visto il cammino del Bologna l'anno scorso, si accontenterebbe anche del quarto posto?
“Anche questo è relativo. E' ovvio che più in alto si arriva e più vantaggi si hanno, poi non è detto che questo vantaggio possa concretizzarsi in una vittoria finale. Però è ovvio che più avanti arrivi e meglio è. In questo momento non dobbiamo pensare ma esclusivamente giocare e fare il meglio possibile, poi tra quattro giornate vedremo come saremo piazzati”.

Tornando alla gara di domani, come pensa di schierare Benali, mezz'ala o trequartista?
“E' probabilmente l'unico dubbio che ho, nel senso che uno tra Bruno, Torreira e Pasquato dovrà rimanere fuori, quindi valuterò bene questa notte. Giocheremo contro una squadra che gioca a specchio e dovrebbe giocare come noi più o meno, quindi tanti nostri riferimenti saranno marcato e avremo bisogno di tanta qualità e tanto dinamismo. In base a queste considerazioni farò le scelte. O gioca Banali dietro le punte e a quel punto giocherebbe Torreira mezz'ala, oppure quest'ultimo nella sua posizione e Benali mezz'ala. Ho in testa qualcosa ma la voglio verificare perchè c'è un allenamento importante domani e proveremo determinate cose e valuteremo bene”.

Quale squadra non vorrebbe incontrare in un'ipotetica griglia play-off?
“Fanno tutte paura ai play-off. Giochi contro il Bari, una grande squadra e vai al San Nicola con 40.000 spettatori. Giochi contro il Trapani, grande entusiasmo, il caldo della Sicilia. Ognuna ha i suoi pro e i suoi contro e non vedo partite facili. L'anno scorso li abbiamo disputati da settimi e siamo arrivati fino alla fine. Una volta entrati nei play-off quello che ci si deve augurare è avere dei vantaggi, e per essere tale devi arrivare terzo o quarto. Già evitare il turno preliminare sarebbe tanta roba, perché è una partita in meno sulle gambe, devi passare un turno in più. Il nostro obiettivo è cercare di entrare nei play-off e il primo obiettivo è evitare il primo turno, dopodiché sono tutte difficili”.

Quanto conta in questo momento avere un gruppo unito come quello creato quest'anno?
“Il gruppo è unito e lo ha dimostrato alla grande in più di un'occasione. Vincere i play-off e andare in Serie A ci si guadagna tutti. Quello che mi interessa è arrivare ai play-off con tanti giocatori su cui si può puntare. Quando dicevamo che nelle difficoltà nascono delle opportunità è importante che in queste situazioni siano nate tantissime opportunità. Aver capito per esempio che Mandragora è un giocatore che può fare anche il difensore centrale, Vitturini che si è messo al livello dei titolarissimi, abbiamo ritrovato Pasquato. Tanti giocatori che prima erano validi, ma senza la certezza di poter contare su di loro, adesso invece la rosa dei giocatori su cui si può puntare si è allargata notevolmente ed è un fattore importante nei play-off quando si gioca ogni tre giorni”.

Ha dato quindi i frutti il lavoro di valorizzazione di giocatori come Lapadula, mentre ieri il giovane Vitturini ha rinnovato il contratto. E' questo un motivo di orgoglio che premia anche il suo lavoro?
“Con Vitturini ho continuato il lavoro che ha iniziato mister Baroni, perché è lui che lo ha lanciato. Quest'anno ha giocato un po' di più rispetto alla passata stagione, ha avuto continuità grazie anche agli infortuni di giocatori importanti come Mazzotta e Crescenzi, dopo aver perso Fiamozzi. Ha avuto una chance e l'ha sfruttata alla grande. A me piace lavorare tanto con i giovani, anche singolarmente quando vedo dei difetti. Il lavoro paga sempre e mi fa piacere che tanti di questi ragazzi escano da questo anno con una valorizzazione importante dal punto di vista sia tecnico che tattico”.

Questo significa che state gettando le basi già per la prossima stagione?
“Lavoro sempre in funzione delle stagioni seguenti. Quando non sono impegnato a pensare alla partita successiva a volte mi capita di pensare a come potrebbe essere un ipotetico Pescara il prossimo anno, ai giocatori che sicuramente rimarranno e a quelli che andranno via. Questa è la normalità perché ho un contratto con il Pescara e la mia mente ogni tanto vola”.

Quindi è convinto di rimanere a prescindere dall'esito del campionato?
“Nel calcio di certo e di sicuro non c'è nulla, perché se il prossimo anno arriva il Manchester e mi chiede probabilmente direi di si. Una delle certezze che ho è che ho un contratto. Fantastico con un'eventuale formazione per il prossimo anno, poi è normale che quando finirà la stagione parlerò con il presidente e il direttore per cercare di capire quali saranno i programmi, che cosa si vorrà fare e in base a quello fare un bel progetto per il futuro”.

E allora come immagina il futuro del Pescara, in Serie A o in Serie B?
“Ci penso in tutti e due i modi. La prima versione è quella della Serie A, è inevitabile. Penso sia il sogno di tutti i tifosi e il primo sono io. Abbiamo un sogno che è quello di poterci giocare le nostre chance di andare in Serie A”.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 28 aprile 2016 alle 15:00
Autore: Marco Romano
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