Queste le parole rilasciate in conferenza stampa da Albano Bizzarri e riportate oggi dal Messaggero:  "Le ultime stagioni sono andate bene, ma in tutte le carriere capita di trovarsi in posti in cui le cose vanno bene e in altre in cui vanno meno bene. Qui in Italia, quando ho potuto giocare, le cose sono andate bene, come a Catania o al Chievo. Altrove è andata meno bene, ma le circostanze sono tante e non serve parlarne. Oggi sono in un buon momento della mia carriera, sto bene fisicamente e mentalmente. Sono soddisfatto di essere a Pescara: ci è voluto poco a convincermi, la trattativa è durata poche ore".

Bizzarri sarà fondamentale per aiutare lo spogliatoio biancazzurro nella corsa verso la salvezza. Proverà ad esportare il modello Chievo: piccola realtà che ha puntato sui conti in ordine, sul gruppo e su giocatori motivati per diventare una realtà della massima serie: "Dovrò mettere a disposizione degli altri la mia conoscenza della serie A e la mia esperienza a Verona. Il primo anno è il più complicato, ma a volte basta sistemare poche cose, avere un pizzico di fortuna e si può riuscire nell'impresa. La serie A premia l'ordine in campo: ci saranno tante squadre nelle nostre stesse condizioni. Il Pescara non avrà più svantaggi di altri solo perché è l'ultima arrivata nella categoria. In questo campionato si sa già, fin da ora, quali saranno le squadre che lotteranno per restare in A e quali per lo scudetto", spiega il portiere, che presto compirà 39 anni.

Il suo contratto annuale prevede un'opzione per il rinnovo automatico in caso di salvezza: "Il mio futuro è qui, non penso a nient'altro fuori da questa stagione. E' vero che gli anni passano, ma mi sento bene e sto molto attento ad ogni particolare per poter rendere ancora al meglio. Numero uno di scuola sudamericana, ma dall'esperienza tutta europea. Non sono il classico portiere argentino, un po' pazzo e spericolato. Io cerco di essere normale, di fungere da guida per il reparto e dare tranquillità alla difesa. Mi piace curarmi di tutti gli aspetti del lavoro di portiere. Credo che sia la cosa migliore che un numero uno possa fare per la propria squadra. So che in questa città si vive benissimo e tutti quelli che ci sono stati me ne hanno parlato in modo entusiasta, compreso Luciano Zauri, mio compagno di squadra ai tempi della Lazio. Ma io sono qui per fare il calciatore: vivere in un bell'ambiente è importante, ma non è la prima cosa che guardo. Oggi c'è entusiasmo tra i tifosi e in giro per la città, ma dovremo tenere i piedi sempre saldi a terra. Ogni punto è pesantissimo in questo campionato, che sia ottobre o aprile, inutile fare i conti: bisogna lottare e conquistare la salvezza domenica dopo domenica".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 07 luglio 2016 alle 14:06 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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