Le scelte di Zeman, le posizioni di Brugman e Benali, la falsa partenza di Ganz e l’utilità delle plusvalenze. Il presidente Sebastiani, assieme ai nuovi partner commerciali Sarni, ha fatto il punto dopo le prime sei giornate. “Intanto ci tengo a ringraziare le aziende che finora ci hanno aiutato e quelle appena arrivate al nostro fianco. Abbiamo rinnovato quest’anno coinvolgendo nuove aziende importanti, una di queste è la famiglia Sarni”, ha detto, lasciando la parola ad Alessandro Sarni, responsabile della ristorazione, e Manuel Sarni, responsabile Sarni Oro: “La nostra azienda di respiro nazionale, ma radicata sul territorio abruzzese, ha scelto il Pescara come palcoscenico giusto per i suoi marchi con lo scopo di portarli in giro per l’Italia”.

Il presidente è sempre attento alle dinamiche del campo: “Dire che siamo soddisfatti significherebbe una bugia. Avremmo potuto avere qualcosa in più in classifica. Il mio rapporto con Zeman? E’ ottimo, nessuna divergenza. Quando il tecnico parla di mercato diverso, si riferisce a giocatori che non siamo riusciti a prendere, ma non getta certo all’aria quelli che la società gli ha messo a disposizione. Per quanto riguarda gli infortuni, fanno parte del calcio e dobbiamo accettare che accadano. Ma abbiamo una rosa molto ampia e non stanno pesando. E pensare che qualcuno all’inizio aveva avuto da ridire sulla rosa troppo lunga: la B è piena di ostacoli e bisogna essere attrezzati”.

Brugman regista sta funzionando, come il presidente auspicava: “Non parlo di questioni tecniche, ma dico che i giocatori come Gaston, talmente bravi per la categoria, possono giocare ovunque, anche in porta. E lo stesso vale per Benali”.

A proposito del libico tuttofare, finito un po’ ai margini, Sebastiani annuncia: “Con Benali sto per siglare un rinnovo contrattuale di cinque anni: lui è uno serio, che ci tiene, per questo se non gioca si arrabbia. Ma ha scelto la causa del Pescara ed è un ragazzo straordinario, voglio che resti qui a lungo”.

Peccato per la falsa partenza di Ganz, il grande investimento estivo: “Non ha avuto una falsa partenza, è Pettinari che ha avuto un avvio super. Ma Simone è uno dei migliori attaccanti della categoria e presto ce lo dimostrerà. Non dimenticate che abbiamo anche Cappelluzzo, un signor attaccante, anche lui ci darà soddisfazioni. Mancuso? Un infortunio che non ci voleva, ma lo aspettiamo perché ci farà fare il salto di qualità”.

Parlando di sponsor e di introiti, Sebastiani ricorda ai tifosi l’importanza strategica di fare sul mercato plusvalenze: “Una società che non ha alle spalle un industriale capace di tirare fuori 4, 5 milioni di euro a stagione, deve far lavorare l’ingegno e l’azienda calcio. Che si chiami Sebastiani o altro nome, chi gestisce una società deve ragionare come azienda. Se la Juventus per comprare Higuain deve vendere prima Pogba, e continua a vincere, vuol dire che il calcio è cambiato: di gente disposta a rimetterci soldi non ce ne sarà più. Tanti anni fa chi si buttava nel calcio, otteneva qualcosa da qualche altra parte. Noi non abbiamo chiesto nulla e né mai ottenuto nulla, quello che facciamo lo facciamo con le nostre forze”

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 27 settembre 2017 alle 10:00 / Fonte: Messaggero
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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