Pubblicato sul sito de La Repubblica, l'intervista realizzata dal quotidiano ieri pomeriggio al centro sportivo Poggio degli Ulivi. Nel servizio di Tiziana Testa un lungo faccia a faccia con la rivelazione del campionato di Serie B Gianluca Lapadula. Questo il contenuto dell'intervista:
Lapadula, l'esplosione arriva a 26 anni in Serie B con il Pescara e con i suoi goal riesce a catalizzare un lungo elenco di club italiani e non e conteso da due nazionali. Si sente in parte italiano?
“Mi sento un ragazzo che quest'anno si è riscoperto in mille cose, in un ruolo diverso. La prima punta non l'avevo mai fatta con così tanta continuità. Invece quest'anno ho trovato la mia dimensione. E devo molto a questa regione che mi ha accolto come un figlio”.
Un talento puro il suo con goal da attaccante moderno. Eppure ha fatto una gavetta lunghissima, tutta in provincia. Qualcuno ha sbagliato nel giudicarla?
“Sicuramente talento no. Non sono assolutamente un talento, sono molto determinato ma talento no. Sono esploso tardi anche per responsabilità mie perché sarebbe sbagliato puntare il dito. Però ho vissuto anche vicende che non mi hanno aiutato, come quella del Parma. A Cesena dopo l'infortunio non sono stato bravo nel rientrare al top, questa è la mia più grande responsabilità. Poi mi è successo lo stesso infortunio all'altra gamba a Frosinone, ma era quasi finita la stagione e non ebbi proprio la possibilità di recuperare”.
Il presidente Sebastiani ha fissato il prezzo del suo cartellino in 10 milioni di euro. Tra le squadre sulle sue tracce ci sono in testa Napoli e Leicester, ma anche Juventus, Genoa, Lazio, Sassuolo, Shakhtar Donetsk, Olympique Marsiglia e Lille. Da torinese e tifoso bianconero preferirebbe la Juve?
“In questo momento il mio sogno è quello di vincere una promozione con questa squadra. Le voci di mercato fanno piacere ma in uqesto momento contano davvero poco”.
Claudio Ranieri la vuole a Leicester, come si vedrebbe in Premier League?
“Mi fanno moltissimo piacere le parole del Mister, soprattutto dopo il campionato che hanno vinto con tantissima gloria e gioia”.
Le sue qualità sono da attaccante da Premier: velocità, intensità e resistenza alla fatica.
“Diciamo che sono un giocatore che come caratteristiche a quelle di essere sempre cattivo e affamato ed in Inghilterra queste doti spiccano molto”.
A breve si troverà di fronte ad una dura scelta, quella della nazionalità.
“C'è stato un momento in cui c'era veramente tanta euforia intorno a me. Ho incontrato Gareca del Perù e mi è piaciuto subito molto come persona e mi ha illustrato il suo progetto che direi che è qualcosa di bello. Però per ora non ho deciso nulla. Mi fa molto piacere tutto questo, i peruviani mi hanno accolto benissimo con mille tweet e messaggi. Fa molto piacere questo amore ma per ora non ho ancora dato un responso”.
Ma il sogno per la nazionale italiana non ce l'ha? Anche perchè in questo momento la concorrenza in attacco non è agguerritissima.
“Non sta a me giudicarlo. Ci sono tanti attaccanti forti che guardo e da cui cerco anche di imparare. Ho molto da fare ancora”.
Dall'ambiente di Conte è arrivato qualche segnale?
“Non sono stato neanche tanto a guardare queste cose. Il mio obiettivo in questo momento, ripeto, è regalare un sogno alla città”.
Come vive la pressione mediatica in questo momento?
“Mi estraneo molto da tutto questo, perchè fermarsi proprio adesso sul più bello vorrebbe dire essere polli. Sinceramente voglio continuare a far bene e tutto questo non mi tocca”.
E' cresciuto nelle giovanili della Juventus, qual è il suo mito calcistico?
“Il mio esempio in campo e fuori è sempre stato Alex Del Piero, un campione sotto tutti i punti di vista”.
E il campione che le somiglia di più?
“Mi viene da dire Zaza o Vardy, perchè hanno tanto carattere, la mia qualità principale”.
Il suo colpo migliore è la sforbiciata acrobatica?
“Non so quali colpi abbia sinceramente, mi viene tutto sul momento. La mia qualità migliore è quella di morire su ogni palla, anche quando sembra persa”.
Quest'estate però un impegno sul calendario ce l'ha con la sua compagna Alessia, torinese come lei, dalla quale ha avuto due figlie.
“Si è vero. Ci dovremmo sposare i primi di luglio”.
Ha fatto la richiesta con il megafono quando giocava con il Teramo in LegaPro.
“L'euforia di quell'anno, l'emozione di una città intera che ci ha osannato mi ha portato a pensare che Alessia si meritasse qualcosa del genere. In più sono un po' pazzo, diciamo così, ed è stato molto bello”.
Si considera un romantico anche nel calcio?
“Nella vita, non solo nel calcio”.
Spesso si congratula con i portieri avversari quando parano le sue conclusioni, anche questo è romanticismo?
“Sicuramente quando sono lì faccio di tutto per infilarla dentro e quando loro compiono belle parate è giusto fargli i complimenti. Poi però continuerò a fare di tutto in quei novanta minuti per fare goal”.
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