Messaggero - Pescara, il derby è tuo

07.10.2019 14:00 di Redazione TuttoPescaraCalcio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Messaggero

Il Pescara rialza la testa e scrive la storia: la squadra di Zauri dopo otto anni vince un derby contro l'Ascoli, con un secco 2 a 0 maturato nel finale, facendo il colpo per la prima volta in terra marchigiana. Non solo: per la prima volta in stagione chiude una partita senza subire gol (e conquista la seconda vittoria esterna in sette giornate dopo quella di Cosenza). Il piano perfetto di Zauri riesce e manda in estasi i quasi 600 cuori pescaresi presenti al Del Duca. Il tecnico marsicano conferma tutti gli esperimenti fatti in settimana: per la prima volta vara la difesa a tre. Sei undicesimi cambiati rispetto al ko contro il Crotone. Terza linea tutta esperienza Drudi-Scognamiglio-Campagnaro, mediana con Memushaj play, Busellato e Machin a cucire il gioco, Galano a ridosso di Brunori. Le sorprese sono sulle fasce: giocano Ciofani e Masciangelo e non Zappa e Crecco. Zanetti invece rilancia Scamacca dal 1' accanto a Da Cruz, con Ninkovic alle spalle. Titolari anche i due ex Pucino e Gravillon. Pur soffrendo, il Pescara tiene il campo discretamente, anche se nel primo tempo non si vede quasi mai nell'area dei marchigiani: il solo Brunori diventa ostaggio dei centrali ascolani, Galano è costretto ad abbassarsi quasi a metà campo per ricevere palla, diventando più regista che trequartista. Il destro di Machin al 7' bloccato da Leali è uno dei pochi gesti di coraggio negli ultimi metri del Pescara. L'Ascoli pressa con ordine e toglie spazi e fiato ai biancazzurri al momento d'impostare la manovra. Al contrario, quando arriva nella zona rossa della difesa pescarese, la squadra di Zanetti innesca le sue frecce bianconere, Da Cruz e Ninkovic, il primo con la rapidità e il secondo con la tecnica, che mandano fuori giri i centrali del Delfino (ammoniti sia Drudi che Scognamiglio nella prima mezzora). Al 27', tra l'altro, il fortino rischia di saltare. Fiorillo respinge corto un tiro secco dal limite di Gerbo e Scamacca è un fulmine a trasformare la palla vagante in una spettacolare rovesciata che si stampa sul palo. L'episodio non dà la sferzata generale alla partita, che resta tiratissima e senza gol fino all'intervallo. Anche nella ripresa, è di Machin lo squillo pescarese dalle parti di Leali: destro potente e tagliato al 13', fuori di poco. Il Pescara gioca da squadra sorniona, continua a proteggere la porta e tiene bassi i ritmi per non rischiare e approfittare di eventuali sbandate degli avversari (come al 35' sulla collaborazione Galano-Brunori che mette i brividi al Del Duca, antipasto del colpo di scena finale). Al 33' sulla testa di Troiano passa la prima grande palla gol dell'Ascoli, Fiorillo nega il vantaggio ai padroni di casa scacciando con i pugni la palla dall'angolino. Il piano perfetto di Zauri, però, riesce a 3' dalla conclusione: Brunori si allarga a sinistra, sprinta e guarda arrivare sul primo palo Galano, il tocco morbido del genietto foggiano che scavalca Leali e porta in vantaggio il Pescara sui titoli di coda. Il gol è una bomba ormonale sui biancazzurri, che piazzano il colpo di grazia finale andando a conquistare un rigore con Busellato a tempo scaduto: lo stesso centrocampista veneto lo calcia forte nella rete di Leali per il 2 a 0 finale e la festa grande del Delfino.